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Eurostop condanna la repressione in Catalogna

La Piattaforma Eurostop condanna fermamente la repressione del governo spagnolo prima contro i dirigenti politici ed ora contro gli esponenti del governo della Catalogna.

Essere arrivati all’arresto di ministri, alla loro deportazione in carceri diversi della Spagna, al mandato di cattura europeo per il presidente e altri ministri che si trovano all’estero, è una escalation repressiva di enorme gravità che non deve trovare alcuna indulgenza nel nostro paese, in Europa e a livello internazionale.

La repressione del governo spagnolo si è abbattuta non solo sui leader di un parlamento e di un governo eletti democraticamente, ma agisce duramente contro tutto il popolo. Dopo le migliaia di persone ferite dalla Guardia Civil il 1 ottobre, ci sono arresti ed intimidazioni diffuse, azioni antisindacali, minacce alla libera espressione politica. Con questo clima di repressione e intimidazione di massa anche le elezioni di dicembre rischiano di avvenire senza le più elementari garanzie democratiche.

Assistiamo invece alla complicità delle istituzioni e dei governi dell’Unione Europea con l’autoritarismo dello stato spagnolo, una sorta di franchismo di ritorno di cui sta dando dimostrazione ormai quotidiana il governo di Mariano Rajoy appoggiato dal Partito Socialista e dalla destra di Ciudadanos.

Una ulteriore verifica di questa complicità la vedremo se, e qualora, il governo del Belgio autorizzerà l’arresto e l’estradizione del presidente catalano Puigdemont e di altri esponenti catalani accusati di reati squisitamente politici

Eurostop ritiene un errore inaccettabile la sottovalutazione di quello che sta accadendo in Catalogna, in Spagna e a Bruxelles. Sia tra le forze progressiste spagnole che nel nostro paese ci sono giudizi diversi sulla scelta della dichiarazione indipendenza, ma fermare la repressione e lavorare per la caduta dell’attuale governo neo franchista Rajoi è l’indispensabile premessa per avviare un quanto mai urgente e necessario processo democratico e costituente che porti la Spagna ad evitare ogni deriva nazionalista per divenire, invece, una Repubblica federale, solidale e plurinazionale, una Repubblica democratica, antifascista e antifranchista entro la quale sia possibile esercitare il diritto alla autodeterminazione, in un quadro democratico e federale spagnolo.

Eurostop chiama tutte le forze progressiste, democratiche e alternative a prendere posizione contro la repressione e gli arresti dei leader politici e istituzionali catalani. Dopo quanto avvenuto in Ucraina, quanto sta accadendo in Spagna allunga nuovamente la sinistra ombra del fascismo proprio lì dove è nato: nel cuore dell’Europa.

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Via i governi delle banche e dei manganelli:10 novembre sciopero generale, 11 manifestazione a Roma

VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO. SCIOPERO GENERALE IL 10, CORTEO A ROMA IL PROSSIMO 11 NOVEMBRE

Mentre i governanti italiani ed europei annunciano trionfanti la ripresa, dilagano la precarietà, lo sfruttamento e la povertà

Mentre i governanti italiani ed europei ci dicono che non ci sono soldi per le pensioni, la sanità, la scuola, i contratti di lavoro; alle banche, alle multinazionali, ai ricchi vengono donati miliardi e miliardi di danaro pubblico.

Mentre i governanti italiani ed europei parlano di diritti e libertà, i principali diritti sociali affermati dalla nostra Costituzione vengono stracciati.

Mentre I governanti italiani ed europei parlano di democrazia, chiunque contesti o non accetti il loro ordine viene colpito da leggi e misure antisciopero e di polizia sempre più autoritarie.

Mentre parlano di accoglienza, i governanti italiani ed europei e finanziano schiavisti e tagliagole perché fermino i migranti nel deserto. E con le politiche discriminanti e securitarie alimentano razzismo, xenofobia, guerre tra poveri che distolgono dalle vere cause e dal  potere sfruttatore.

Mentre i governanti italiani ed europei parlano di pace, aumentano le spese e gli interventi militari e si prepara un esercito europeo di guerra.

I GOVERNANTI ITALIANI ED EUROPEI NASCONDONO LE LORO POLITICHE DI AUSTERITÀ E GUERRA DIETRO UNA MONTAGNA DI FALSE NOTIZIE, PER ROMPERE LA BOLLA DI BUGIE NELLA QUALE VOGLIONO FARCI VIVERE.

BISOGNA  PORTARE NELLE STRADE  LA VERITÀ!

Il 10 novembre le lavoratici ed i lavoratori sciopereranno per il posto di lavoro, i contratti, i diritti. Noi siamo e saremo con loro nello sciopero e il giorno successivo, l’11 novembre, a Roma in una grande manifestazione nazionale per dire NO alle ingiustizie che ci colpiscono e alle falsità che le coprono e per:

– L’abolizione completa delle 4 leggi infami: Jobsact, legge Fornero, Buona scuola, leggi di polizia Minniti Orlando.

–  Per il  lavoro dignitoso con contratti veri, contro le paghe di fame, il supersfruttamento, la schiavitù.

– Per nazionalizzare banche e settori produttivi strategici, per l’intervento pubblico nella economia e per il rifiuto di  tutti i vincoli di bilancio imposti dalla Unione Europea. Per la disdetta immediata del trattato CETA. Lavoro e reddito per tutte e tutti.

– Per il rilancio delle stato sociale, della sanità, della scuola, delle pensioni pubbliche. Per dare la casa a chi non ce l’ha.

– Per il taglio immediato delle spese militari  e  il ritiro delle truppe all’estero.

– Per un piano straordinario di lotta alla povertà finanziato dai ricchi, dalle banche e dalle multinazionali, che fermi le guerre tra poveri e garantisca diritti e dignità a tutti, nativi e migranti.

– Per la solidarietà e l’eguaglianza contro la violenza di sesso, il razzismo, l’oppressione di classe.

PER APPLICARE QUELLA COSTITUZIONE CHE UN ANNO FA ABBIAMO DIFESO E CHE I GOVERNI E LE POLITICHE DELLA UNIONE EUROPEA STANNO DISTRUGGENDO. 

11NOVEMBRE TUTTE E TUTTI IN CORTEO A ROMA.

Eurostop

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La Legge Minniti sui contesti urbani: il caso Napoli

La legge Minniti e Minniti-Orlando con le successive direttive di mezza estate non vengono certo dal nulla. C’è oramai nel nostro paese una nutrita storia di leggi per la repressione del conflitto sociale da un lato e dall’altro di norme liberticide antiimmigrati le quali, di fatto, sono una riproposizione, seppur in altra forma, della legislazione speciale degli anni ‘70. Ricordiamo che prima dell’avvento di Minniti, senza volere andare troppo in là nel tempo, sono state varate la legge Turco-Napoletano, la Bossi-Fini e vari pacchetti sicurezza tra cui il più famoso quello dell’allora ministro degli interni Maroni.

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Eurostop. Il comunicato finale del convegno di Bologna

Il convegno di Bologna “Stop a Minniti. Ordine pubblico o giustizia sociale?”, intende concludere i propri lavori con alcune indicazioni di lavoro:

  • L’avvio di un percorso di iniziativa sull’obiettivo dell’amnistia sociale per i reati che vedono perseguiti centinaia di attivisti sociali, sindacali, politici in tutto il paese;
  • Attuare sull’obiettivo della abrogazione delle leggi Minniti-Orlando e delle dimissioni del ministro Minniti perché oggi giustizia sociale e legalità sono diventate una contraddizione evidente e inaccettabile;
  • Su questi obiettivi intende lavorare ad una convergenza di forze ampia ed inclusiva, dando mandato per un incontro nel più breve tempo possibile e per dotarsi degli strumenti necessari per agire;
  • Il convegno di Bologna invierà una lettera di solidarietà ai cinque attivisti italiani ancora in carcere ad Amburgo per le manifestazioni contro il vertice del G7 di luglio
  • Infine invita tutte e tutti a discutere e convergere con la proposta di manifestazione nazionale che Eurostop intende mettere in campo per novembre sui temi prioritari del conflitto sociale e politico a livello nazionale ed europeo

Bologna, 23 settembre 2017

Eurostop.info

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