Un'area alternativa Mediterranea per rompere la gabbia dell'Unione Europea

Eurostop.info

Il Convegno di Napoli Ital/EXIT rilancia la lotta all’Unione Europea.

ImmagineInterventi Ital/EXIT

E’ pianemente riuscito il Convegno “Ital/EXIT: una via per rompere la gabbia dell’Unioen Europea” organizzato a Napoli lo scorso sabato 21 maggio.

L’appuntamento – indetto dalla Piattaforma Sociale Eurostop – ha consentito il dipanarsi di un ricco ed articolato dibattito che ha prodotto sia un avanzamento dell’analisi strutturale dell’Unione Europea e sia l’enuclearsi di proposte e di campagne politiche per iniziare a costruire una alternativa a questa asfissiante costruzione antisociale, antidemocratica, autoritaria e militarista.

Il Convegno a Napoli si è reso necessario per concretizzare un momento di discussione e di socializzazione delle esperienze all’indomani della vicenda greca con il successivo cedimento del governo Tsipras alla Trojka, dell’esplosione dell’emergenza immigrati ed il suo riverbero nei diversi paesi dell’Unione e del lievitare dei fattori di guerra fuori e dentro lo spazio europeo.

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Report coordinamento nazionale Eurostop

italexit

Sabato 7 maggio si è tenuta la riunione del coordinamento nazionale della Piattaforma sociale Eurostop per discutere e decidere intorno alle iniziative previste nel suo programma di azione.

Sul convegno del 21 maggio a Napoli: il convegno è confermato che si terrà all’Asilo Occupato. E’ confermato il saluto di apertura del sindaco De Magistris e la partecipazione del sindacalista inglese del SMT (trasporti) impegnato nella campagna per la Brexit.  La Cup della Catalogna deve confermare se invierà un deputato o un militante delle sue strutture sociali. Sui lavori è previsto che la mattinata si avvierà con il saluto del sindaco e la relazione di Giorgio Cremaschi. Confermate le due comunicazioni su migranti e lo “stato dell’arte” dell’Unione Europea. E’ stato accolto l’invito a ridurre il numero degli interventi previsti nella mattinata invitando i compagni a concentrare gli interventi in dieci minuti e/o soprassedere se  non lo ritengono necessario . Per la discussione del pomeriggio, i compagni di Napoli hanno lavorato per la partecipazione di realtà di movimento significative del territorio (Mensa occupata, Iskra Bagnoli e Clash City Workers). E’ stato concordato che il convegno del 21 deve essere una operazione verità sulla posta in gioco ossia la rottura con l’Unione Europea come spartiacque di progetto politico rispetto ad altre ipotesi. Il 21 maggio a Napoli verrà annunciata la manifestazione nazionale contro il referendum istituzionale di Renzi. Verrà fatta anche una seconda locandina per il 21, senza nomi, per velocizzare la pubblicizzazione dell’evento.

Sulla manifestazione nazionale di autunno contro Renzi, è sorto il problema della data perché pare che il governo voglia anticipare il referendum controcostituzionale al 2 ottobre per anticipare la pronuncia della Corte Costituzionale sull’Italicum prevista il 4 ottobre. Se confermata, questa anticipazione costringe a rivedere il nostro calendario. Ci si orientati per convocare la manifestazione nazionale del No Renzi Day per il sabato precedente al referendum, quindi sabato 24 settembre se sarà il 2 ottobre oppure sabato 8 ottobre se sarà il 15. Saranno prese le piazze in quelle date al più presto. Per luglio il governo sarà costretto ad indicare la data del referendum, per questo motivo verrà convocato un incontro nazionale pubblico (non un assemblea ma una riunione larga) per il 9 o il 16 luglio.

Sui referendum si è deciso di dare un segnale unitario anche per favorire tutte le mobilitazioni contro le riforme di Renzi e le adesioni alla manifestazione nazionale di settembre/ottobre. Eurostop farà un volantino e un comunicato di sostegno alla campagna referendaria per i referendum istituzionali e sociali ovviamente con i propri contenuti e realizzerà alcuni banchetti propri per la raccolta delle firme.

Nei prossimi giorni, dopo l’invio del report e della nuova locandina, i compagni/e e le strutture verranno contattati direttamente per fare il punto sull’organizzazione della raccolta di firme per arrivare all’assemblea del 21 maggio con un programma di presenza attiva nei banchetti di Eurostop e di quelli unitari.

9 Maggio 2016

Piattaforma Sociale Eurostop

Un 1° Maggio contro la UE e la NATO

chisinau 1 may-Intervento di Joan Sebastià Colomer (Endavant, Paesi Catalani)

És 1r de maig. És el dia internacional de la classe treballadora. És el dia de prendre la paraula com a classe treballadora. Sovint sentim els ideòlegs del sistema, polítics i tertulians parlar sobre les coses “que realment preocupen a la gent”. I quan parlen de la gent saben perfectament a qui es refereixen. La gent som algú que no son els polítics, els empresaris i els jutges. La gent és algú que no té diners per finançar les campanyes dels partits ni els mitjans de comunicació. Que no té una policia pròpia ni pot parlar amb veu pròpia. I per això son altres els que han de dir quines son les coses que preocupen a “la gent”. La gent és la classe treballadora. La gent és el proletariat. Que les paraules no estiguin de moda no vol dir que no descriguin fets. I qui defineix quines son les coses “que realment preocupen a la gent” és la burgesia. Els seus mitjans i els seus partits. Però avui és 1 de maig i qui ha de prendre la paraula avui ni que sigui per assajar de prendre la paraula tots els dies de l’anys som les treballadores i els treballadors. Ells ens volen únicament preocupats pels nostres salaris i les nostres pensions. I és cert que ens preocupen. Greument. Però sabem perfectament que mai no podrem millorar-los en termes generals i amb certa estabilitat si no és lliurant una dura lluita pel poder polític. Si no ens enfrontem amb el sistema i som una amenaça pel seu futur. Aleshores ens escoltaran com s’han vist obligats a escoltar-nos altres vegades. I demostrarem que existim com a classe, que tenim consciència de classe i que la seva història no és la nostra. Que aprenem dels errors del passat i no tornarem a donar per bones les seves engrunes fins que tinguin una nova ocasió d’atornillar-nos. Que hem après la lliçó i sabem que les nostres necessitats no caben ni en la Constitució Espanyola, ni en la francesa, ni a la UE ni a l’OTAN. Que cap d’aquestes estructures no és reformable ni es pot regenerar perquè son instruments, des del primer minut, per a la dictadura del capital. Son els instruments de la nostra opressió i la garantia que l’espai de la nostra llibertat serà sempre el que ells determinin. Lluitarem pels nostres salaris, per les nostres pensions, pels nostres hospitals i per les nostres escoles. Però ho farem sabent que res de tot això és un regal que el capitalisme ens ha donat sino quelcom que la lluita dels treballadors i les treballadores durant dècades ha arrabassat a l’enemic. Quelcom que nom.

TUTTI A PISA CONTRO RENZI E IL PROGETTO DI PRIVATIZZAZIONE DEL SISTEMA DELLA RICERCA E DELLA FORMAZIONE ITALIANA

1438092_Renzi2_thumb_bigVenerdì 29 aprile è prevista la visita di Matteo Renzi a Pisa, per ricordare – insieme alla ministra della (d)istruzione pubblica e al neo presidente CNR Inguscio –  i 30 anni dall’inizio delle connessioni Internet nel paese. Ciò avvenne grazie al “cervellone” del Cnuce, il Centro di calcolo elettronico del Cnr, allora posizionato in Via S.Maria.

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Moderazione salariale e produttività in Europa

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Sul sito del Institute for New Economic Thinking,   un importante contributo di Heiner Flassbeck e Costas Lapavitas chiarisce in maniera definitiva la questione se la forza esportatrice tedesca provenga dalla concorrenza sleale della compressione salariale o dalla mitica produttività germanica. Porre la questione in questi termini è infatti fuorviante, in quanto significa non voler comprendere che in una unione monetaria l’accordo dovrebbe essere di mantenere i salari nominali in linea con la produttività, tenuto conto del tasso di inflazione concordato.

traduzione di @Rododak – da Vocidallestero

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REPORT COORDINAMENTO NAZIONALE 9 APRILE 2016

Senza titolo-1Il Coordinamento nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop, riunitosi sabato 9 aprile, ha discusso soprattutto dell’organizzazione di un convegno sull’Unione Europea mettendo a confronto analisi e ipotesi di rottura. Per quanto riguarda la sede, vista anche la particolare vivacità del movimento in quella città, si è optato per Napoli. La data resta quella di Sabato 21 Maggio.

La discussione ha affrontato la proposta di articolazione in due fasi: quella della mattina dedicata a un approfondimento e precisazione delle proposte portate avanti dalla Piattaforma Eurostop, mentre nel pomeriggio si darà spazio a un confronto più articolato e aperto a contributi anche diversi.

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Referendum plebiscito di Renzi sulle riforme contro-costituzionali. La Piattaforma Sociale Eurostop per il No!

No-sign-610x350Il combinato disposto delle controriforme costituzionali di Renzi e la nuova legge elettorale Italicum sono tutt’altro che atti di semplificazione istituzionale, ma l’esito di un progetto di de-costituzionalizzazione del nostro Paese, che s’inserisce nel solco dei suggerimenti neoliberisti del mondo finanziario e nel progetto di avanzamento dell’Unione Europea.

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COMUNICATO DI ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 7 MAGGIO CONTRO IL TTIP DELLA PIATAFORMA SOCIALE EUROSTOP

stop ttipSabato 9 Aprile il Coordinamento Nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop si è riunito per discutere la ripresa delle iniziative dopo quelle intraprese contro la guerra ed ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale che si terrà il 7 Maggio a Roma contro il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP).

L’accordo che verrà fatto dagli USA e dalla UE interviene pesantemente per restringere ancora di più le già limitate forme di democrazia nei paesi europei e per ridurre ulteriormente  i diritti connessi all’accesso ai servizi essenziali come la scuola, la sanità, l’acqua, la previdenza pubblica, che sarebbero oggetto di ulteriori e pesanti privatizzazioni. Si continua così ad operare per far prevalere gli interessi del capitale e dei profitti delle multinazionali USA E UE a scapito delle condizioni di vita dei lavoratori, dei consumatori, dei piccoli agricoltori. Per contrastare questa prospettiva è necessario il 7 Maggio scendere in piazza ma prepararsi anche alla continuità delle mobilitazioni.

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