Un'area alternativa Mediterranea per rompere la gabbia dell'Unione Europea

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EUROSTOP. RESOCONTO E CONCLUSIONI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 28 GENNAIO A ROMA

Sabato 28 gennaio a Roma si è svolta l’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. E’ stata grande e partecipata con 25 interventi. Apprezzati i contributi anche di personalità e strutture ancora esterne al percorso – come il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, di Mimmo Porcaro, Dino Greco e del sindacato di base Unicobas – ma con i quali crescono i punti di convergenza e di azione comune intorno ai tre NO all’euro, all’Unione Europea, alla Nato. E’ stato letto anche un messaggio di Nicoletta Dosio dei NO TAV della Val di Susa.

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Bozza di documento su Europa e Ital/Exit per riunione coordinamento nazionale Eurostop

La Piattaforma Sociale Eurostop è nata a novembre del 2015 indicando chiaramente in tre No – all’Unione Europea, all’Euro e alla Nato – i punti discriminanti sui quali costruire, nel nostro e in altri paesi, un movimento politico popolare e con chiaro orientamento di classe, e una prospettiva di rottura con gli interessi e gli apparati istituzionali edificati dalle classi dominanti in Italia e in Europa.

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Consolidare il progetto: Assemblea Nazionale il 28 gennaio, Manifestazione il 25 marzo contro il vertice europeo a Roma

Sabato 14 gennaio si è riunito il coordinamento nazionale di Eurostop. La discussione ha affrontato sia la situazione politica del paese che la tabella di marcia che la Piattaforma Sociale ha seguito e intende proseguire.

Il No sociale alla controriforma costituzionale, al quale Eurostop ha dato come un altri un contributo decisivo, ha tutte le potenzialità per diventare un No sociale all’Unione Europea, all’euro e alla Nato e dunque crescere nel paese come una opzione di rottura e cambiamento.

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A 15 ANNI DALL’EURO Danni del liberismo, irriformabilità dell’Ue e scelte rivoluzionarie

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di Fosco Giannini*

*segreteria nazionale PCI-responsabile dipartimento esteri

Il primo gennaio del 2002 entra in circolazione la nuova moneta unica dell’Unione europea: l’euro. Sono già passati quindici anni. Il bilancio sociale di questi tre lustri, in Italia come in altri Paesi dell’Eurozona ( tranne in Germania, naturalmente, dove l’entrata dell’euro rafforza il ruolo imperialista tedesco) è drammatico, è già scritto sulla pelle dei lavoratori e delle sempre più vaste schiere dei miserabili e degli emarginati e non vi è bisogno di nessuna ricorrenza per metterlo a fuoco.

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Piattaforma Sociale Eurostop, Assemblea Nazionale il 28 gennaio e manifestazione nazionale a Marzo contro il vertice dell’Unione Europea a Roma

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Sabato 10 gennaio si è svolta una affollata e partecipata riunione del Coordinamento Nazionale di Eurostop, Molti interventi e buona discussione sia di bilancio della campagna per il NO sociale che ha contribuito alla vittoria nel referendum sulla controriforma costituzionale (e i dati sociali del NO confermano la giustezza dell’impostazione sul NO sociale), sia di rilancio del percorso di Eurostop alla luce dei risultati referendari e della situazione del paese.

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La sinistra spagnola di fronte al dilemma dell’Unione Europea e dell’euro

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Lo Stato spagnolo, composto da una pluralità di nazioni e popoli, attraversa —a seguito della crisi del bipartitismo che si è alternato al governo negli ultimi 30 anni— un periodo di instabilità politica. Il partito socialista che continua a dirsi di sinistra, assieme al PP e alle formazioni nazionaliste di destra, hanno condiviso le politiche di “risanamento” e di austerità imposte dalla “troika” negli ultimi anni. Per cui preferiamo parlare di sinistre nello Stato spagnolo.

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