Opponiamoci alla distruzione del Trasporto Pubblico Locale

Opponiamoci alla distruzione del Trasporto Pubblico Locale. Respingiamo le politiche di privatizzazione: Rompiamo con le compatibilità volute dall’Unione Europea (UE)!

Quanto sta accadendo in questi mesi attorno al caso/ANM mostra, inequivocabilmente, la natura dell’attacco politico, finanziario ed economico in atto contro la città di Napoli.

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Eurostop in piazza per la manifestazione nazionale del 16 dicembre

La Piattaforma Eurostop ha aderito con convinzione e sarà in piazza sabato 16 dicembre per la manifestazione nazionale “Fight Right”. Questa manifestazione mette al centro due questioni fondamentali: i diritti e la lotta per conquistarli.

E’ evidente come ormai nel nostro paese ci sia un settore di società che lavora – spesso in condizioni di semi-schiavitù – ma che non ha diritti politici, sociali o sindacali perché sono stranieri. C’è un settore di società che è venuta nel nostro paese per gli stessi motivi – ma spesso assai più gravi come guerre, siccità, carestia – per i quali centinaia di migliaia di giovani e lavoratori italiani sono emigrati all’estero negli ultimi dieci anni: mancanza di lavoro, aspettative disattese, zero prospettive sul futuro.

E’ tempo che questo segmento di società e gli altri settori sociali si guardino negli occhi e si riconoscano alleati nella stessa aspettativa di cambiamento e per ottenere gli stessi diritti oggi negati.

Sia gli immigrati che i residenti sono vittime e prigionieri di una stessa gabbia: quella dell’Unione Europea e dei trattati che l’hanno istituita. Una gabbia che sta estendendo le sue sbarre con il nuovo colonialismo europeo in Africa.

In Italia questa gabbia sta producendo razzismo e persecuzioni verso gli immigrati e i ceti sociali più deboli all’insegna del modello autoritario ispirato dalle leggi e dal ministro Minniti.

Rompere questa gabbia, costruire una alleanza, rovesciare i nemici e riconquistare o conquistare diritti di uguaglianza e dignità, è oggi il fronte comune su cui lottare insieme.

Sabato 16 dicembre per dire “Lotta per i diritti”, la Piattaforma Eurostop sarà in piazza per la manifestazione nazionale a Roma.

Piattaforma Eurostop

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Camp Darby. Il 9 dicembre mobilitazione contro la guerra. Eurostop ci sta

La Piattaforma Eurostop di Pisa aderisce alla mobilitazione davanti Camp Darby del 9 dicembre, convocata dalla Rete Civica Livornese Contro La Nuova Normalità Della Guerra.
Uno dei NO costitutivi di Eurostop è il NO alla NATO, la criminale alleanza internazionale contro la pace e l’amicizia tra i popoli. Ma l’attuale governo, come quelli che l’hanno preceduto, non perde occasione per rimarcare la propria fedeltà al Patto Atlantico e alle follie dell’imperialismo statunitense. Il governo regionale di Rossi e la giunta comunale di Filippeschi sono complici con questo disegno, a dispetto di tutti i loro recenti tentativi di presentarsi come di “sinistra” quando non “rivoluzionari socialisti”.
L’ampliamento della base è un altro passo in direzione di nuovi giochi di guerra nel Mediterraneo, visto che Camp Darby è il deposito logistico degli eserciti USA e NATO di tutta l’area.
Vi è inoltre un filo rosso che collega il NO alla NATO con quello ad UE ed Euro, gli altri due punti fondamentali della Piattaforma Eurostop. Recentemente è stata approvato in sede UE un accordo di “Cooperazione strutturata permanente in materia di sicurezza e difesa” e la creazione di un fondo di 5 miliardi di euro finalizzato all’acquisto di armi e alla ricerca militare. Evidentemente per gli eserciti l’austerità non è prevista, anzi: dinanzi alla crisi del mondo unipolare dominato da USA e NATO, le élite europee rispondono con austerità e guerra.
Se non si mette in discussione la permanenza dell’Italia all’interno di NATO, Unione Europea ed euro, strutture che impediscono l’integrale applicazione della Costituzione democratica, antifascista e pacifista del ’48, non è possibile alcuna politica progressista.
Per questo il 9 saremo davanti Camp Darby, per ribadire il nostro NO a nuove guerre imperialiste, per la smilitarizzazione del territorio, per l’uscita dell’Italia dalle alleanze imperialiste e per una democratizzazione delle relazioni internazionali.
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

La Piattaforma Sociale Eurostop
eurostopisa@gmail.com

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Ad un anno dal No nel referendum parte la campagna contro l’art.81 in Costituzione

Ieri era il 4 dicembre, il primo anniversario della vittoria del NO alla controriforma costituzionale di Renzi. Nella mattinata una delegazione del Coordinamento depositerà in Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il “pareggio di bilancio” (art.81), introdotto in Costituzione dal governo Monti (con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento), sotto la pressione dell’Ue e dei mercati finanziari che pretendevano politiche di austerità, condizione perché venisse rifinanziato il debito pubblico italiano.

“L’impegno -si sottolinea dal Coordinamento- è quello di far sì che il prossimo Parlamento cancelli l’articolo 81 targato Monti: per ripristinare il testo del 1947, che lasciava alla responsabilità del legislatore le decisioni delle politiche di bilancio”.

Su mandato della Piattaforma Eurostop anche Giorgio Cremaschi e Franco Russo hanno firmato il progetto di legge di iniziativa popolare per ripristinare l’articolo 81 nella sua forma originaria ed eliminare tutti i vincoli del Fiscal Compact inseriti nella nostra Costituzione.

“L’obbligo del pareggio di bilancio, i vincoli posti all’azione sociale di comuni e regioni, sono mine poste sotto tutto l’edificio costituzionale” – afferma in una nota Giorgio Cremaschi – “È chiaro che i diritti previsti dalla sua prima parte diventano aria fritta se poi devono essere sottoposte alla compatibilità dei conti, secondo i folli dettati dell’austerità e delle regole della Unione Europea”.

Nel 2012, durante il famigerato governo Monti, queste disposizioni, estranee totalmente allo spirito della Costituzione del 1948, furono inserite nella nostra Carta da un Parlamento quasi unanime. Solo la Lega, e senza molta convinzione, votò contro.
I rappresentanti sociali e politici e costituzionalisti, che fecero parte del comitato per il NO un anno fa, hanno presentato questo progetto di legge. Su esso, da gennaio, occorrerà raccogliere le 50000 firme nei prossimi mesi, perché entri in Parlamento. La Piattaforma Eurostop affiancherà alla raccolta di firme per l’abolizione dell’art.81 anche la propria proposta di legge popolare per consentire lo svolgimento di un referendum sui Trattati Europei.

Ci vorrà l’impegno di tanti per farcela, ma è necessario, anche perché tutte le forze politiche saranno messe di fronte alla loro responsabilità, in particolare tutte quelle che promettono la fine dell’austerità, ma fanno finta di non sapere che ce l’abbiamo in Costituzione, e che in molti, quando sedevano nel parlamento del 2012, hanno anche votato a favore.

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EUROSTOP. L’ASSEMBLEA DICE SI A DISCUTERE LA PROPOSTA DI LISTA ELETTORALE

Una bella e molta dibattuta assemblea, ha visto la Piattaforma Eurostop decidere sabato 2 dicembre di andare a verifica sulla proposta di lista elettorale avanzata dai compagni di Je so pazzo di Napoli.
Una decisione frutto di una discussione vera, con diversi interventi contrari o scettici su questa ipotesi che, secondo alcuni, non presenta elementi di discontinuità reale con esperienze già viste e rivelatesi fallimentari.
Al contrario molti altri interventi hanno segnalato gli elementi di discontinuità, soprattutto nel contesto in cui si agisce oggi piuttosto che sulle forze sociali o le soggettività politiche che stanno convergendo su questa proposta.
Tutti d’accordo sul fatto che la questione della rottura con l’Unione Europea (e conseguentemente con la Nato) sia elemento dirimente nella lettura della situazione e nella contraddizione in cui, una presenza nella campagna elettorale può fare la differenza, soprattutto tra chi ha meno di trent’anni, tra chi ha già rotto da tempo con i riti e le ambiguità della “sinistra”, e nei settori popolari penalizzati dalla crisi e dai diktat imposti da Bruxelles e Francoforte, in particolare nelle periferie.
Quattro ore e mezza di discussione con 24 interventi, hanno portato al voto finale sulla base del criterio una testa un voto. I favorevoli a dare mandato a Eurostop di discutere con le altre forze convergenti sulla lista elettorale, sono stati 99, 7 i contrari e 7 gli astenuti, altri non hanno votato.

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