Archivi tag: Eurostop

Camp Darby. Il 9 dicembre mobilitazione contro la guerra. Eurostop ci sta

La Piattaforma Eurostop di Pisa aderisce alla mobilitazione davanti Camp Darby del 9 dicembre, convocata dalla Rete Civica Livornese Contro La Nuova Normalità Della Guerra.
Uno dei NO costitutivi di Eurostop è il NO alla NATO, la criminale alleanza internazionale contro la pace e l’amicizia tra i popoli. Ma l’attuale governo, come quelli che l’hanno preceduto, non perde occasione per rimarcare la propria fedeltà al Patto Atlantico e alle follie dell’imperialismo statunitense. Il governo regionale di Rossi e la giunta comunale di Filippeschi sono complici con questo disegno, a dispetto di tutti i loro recenti tentativi di presentarsi come di “sinistra” quando non “rivoluzionari socialisti”.
L’ampliamento della base è un altro passo in direzione di nuovi giochi di guerra nel Mediterraneo, visto che Camp Darby è il deposito logistico degli eserciti USA e NATO di tutta l’area.
Vi è inoltre un filo rosso che collega il NO alla NATO con quello ad UE ed Euro, gli altri due punti fondamentali della Piattaforma Eurostop. Recentemente è stata approvato in sede UE un accordo di “Cooperazione strutturata permanente in materia di sicurezza e difesa” e la creazione di un fondo di 5 miliardi di euro finalizzato all’acquisto di armi e alla ricerca militare. Evidentemente per gli eserciti l’austerità non è prevista, anzi: dinanzi alla crisi del mondo unipolare dominato da USA e NATO, le élite europee rispondono con austerità e guerra.
Se non si mette in discussione la permanenza dell’Italia all’interno di NATO, Unione Europea ed euro, strutture che impediscono l’integrale applicazione della Costituzione democratica, antifascista e pacifista del ’48, non è possibile alcuna politica progressista.
Per questo il 9 saremo davanti Camp Darby, per ribadire il nostro NO a nuove guerre imperialiste, per la smilitarizzazione del territorio, per l’uscita dell’Italia dalle alleanze imperialiste e per una democratizzazione delle relazioni internazionali.
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

La Piattaforma Sociale Eurostop
eurostopisa@gmail.com

Share

Ad un anno dal No nel referendum parte la campagna contro l’art.81 in Costituzione

Ieri era il 4 dicembre, il primo anniversario della vittoria del NO alla controriforma costituzionale di Renzi. Nella mattinata una delegazione del Coordinamento depositerà in Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il “pareggio di bilancio” (art.81), introdotto in Costituzione dal governo Monti (con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento), sotto la pressione dell’Ue e dei mercati finanziari che pretendevano politiche di austerità, condizione perché venisse rifinanziato il debito pubblico italiano.

“L’impegno -si sottolinea dal Coordinamento- è quello di far sì che il prossimo Parlamento cancelli l’articolo 81 targato Monti: per ripristinare il testo del 1947, che lasciava alla responsabilità del legislatore le decisioni delle politiche di bilancio”.

Su mandato della Piattaforma Eurostop anche Giorgio Cremaschi e Franco Russo hanno firmato il progetto di legge di iniziativa popolare per ripristinare l’articolo 81 nella sua forma originaria ed eliminare tutti i vincoli del Fiscal Compact inseriti nella nostra Costituzione.

“L’obbligo del pareggio di bilancio, i vincoli posti all’azione sociale di comuni e regioni, sono mine poste sotto tutto l’edificio costituzionale” – afferma in una nota Giorgio Cremaschi – “È chiaro che i diritti previsti dalla sua prima parte diventano aria fritta se poi devono essere sottoposte alla compatibilità dei conti, secondo i folli dettati dell’austerità e delle regole della Unione Europea”.

Nel 2012, durante il famigerato governo Monti, queste disposizioni, estranee totalmente allo spirito della Costituzione del 1948, furono inserite nella nostra Carta da un Parlamento quasi unanime. Solo la Lega, e senza molta convinzione, votò contro.
I rappresentanti sociali e politici e costituzionalisti, che fecero parte del comitato per il NO un anno fa, hanno presentato questo progetto di legge. Su esso, da gennaio, occorrerà raccogliere le 50000 firme nei prossimi mesi, perché entri in Parlamento. La Piattaforma Eurostop affiancherà alla raccolta di firme per l’abolizione dell’art.81 anche la propria proposta di legge popolare per consentire lo svolgimento di un referendum sui Trattati Europei.

Ci vorrà l’impegno di tanti per farcela, ma è necessario, anche perché tutte le forze politiche saranno messe di fronte alla loro responsabilità, in particolare tutte quelle che promettono la fine dell’austerità, ma fanno finta di non sapere che ce l’abbiamo in Costituzione, e che in molti, quando sedevano nel parlamento del 2012, hanno anche votato a favore.

Share

EUROSTOP. L’ASSEMBLEA DICE SI A DISCUTERE LA PROPOSTA DI LISTA ELETTORALE

Una bella e molta dibattuta assemblea, ha visto la Piattaforma Eurostop decidere sabato 2 dicembre di andare a verifica sulla proposta di lista elettorale avanzata dai compagni di Je so pazzo di Napoli.
Una decisione frutto di una discussione vera, con diversi interventi contrari o scettici su questa ipotesi che, secondo alcuni, non presenta elementi di discontinuità reale con esperienze già viste e rivelatesi fallimentari.
Al contrario molti altri interventi hanno segnalato gli elementi di discontinuità, soprattutto nel contesto in cui si agisce oggi piuttosto che sulle forze sociali o le soggettività politiche che stanno convergendo su questa proposta.
Tutti d’accordo sul fatto che la questione della rottura con l’Unione Europea (e conseguentemente con la Nato) sia elemento dirimente nella lettura della situazione e nella contraddizione in cui, una presenza nella campagna elettorale può fare la differenza, soprattutto tra chi ha meno di trent’anni, tra chi ha già rotto da tempo con i riti e le ambiguità della “sinistra”, e nei settori popolari penalizzati dalla crisi e dai diktat imposti da Bruxelles e Francoforte, in particolare nelle periferie.
Quattro ore e mezza di discussione con 24 interventi, hanno portato al voto finale sulla base del criterio una testa un voto. I favorevoli a dare mandato a Eurostop di discutere con le altre forze convergenti sulla lista elettorale, sono stati 99, 7 i contrari e 7 gli astenuti, altri non hanno votato.

Share

Eurostop all’assemblea di Roma. “Senza rottura non c’è cambiamento possibile”

L’intervento della Piattaforma Eurostop all’assemblea di Roma del 18 novembre (Teatro Italia)

La “pazziata” convocata dai compagni di Napoli ha risolto un problema per molti: adesso c’è una idea e una proposta sul campo per affrontare la scadenza elettorale.

L’ipotesi del Brancaccio è fallita perché era il residuo di un piccolo e ormai insopportabile mondo antico della sinistra italiana.

La prospettiva che può indicare l’assemblea di oggi è priva di quella opprimente sensazione di sconfitta o di quel senso da ultima spiaggia, al contrario potrebbe rilanciare in avanti.

Oggi è necessario in campo una visione decisiva: quello di un cambiamento radicale di sistema di disuguaglianze sociali e autoritarismo diventato ormai insostenibile e insopportabile proprio perché è fondato sulle disuguaglianze e l’autoritarismo. Quindi è un’assemblea che vorrebbe mettere fine alla stagione del meno peggio o dell’illusione di poter tirare la giacca a governi amici e alla politica istituzionale.

Di fronte a questo stato mentale delle esperienze della sinistra, la gente, il nostro popolo o non va a votare o “vota per vendetta” – come dimostrano le ultime elezioni nelle periferie o i risultati delle Rsu nelle fabbriche metalmeccaniche – anche contro una sinistra ormai percepita come parte del sistema e del problema e non una sua alternativa.

Se rimettiamo finalmente in campo l’idea del cambiamento, dobbiamo rimettere in circolazione anche l’idea che questo non è possibile senza una rottura con la situazione esistente. E sul quadro esistente pesa un convitato di pietra – rimosso troppo spesso dall’analisi e della discussione –  e che detta fin nei minimi dettagli (a livello di governo centrale e di amministrazioni locali) i limiti dentro cui è consentito muoversi.

Questo convitato di pietra è la gabbia costruita intorno all’Unione Europea, alla Nato e all’Eurozona. E’ una gabbia fatta di vincoli e automatismi in cui non c’è spazio per la democrazia, la sovranità popolare, le risorse o i margini per cambiare concretamente l’ordine delle priorità sociali (l’esperienza della Grecia lo ha dimostrato). E questi trattati vincolanti sono incompatibili con la Costituzione che abbiamo difeso con efficacia nel referendum del 4 dicembre dello scorso anno.

La Piattaforma Eurostop guarda positivamente alla proposta messa in campo dai compagni di Napoli e su questo discuterà e deciderà nella sua assemblea nazionale del prossimo 2 dicembre.

In coerenza con la sua ragione sociale, Eurostop ritiene centrale e decisiva la questione della rottura con l’Unione Europea, l’euro e la Nato come presupposto inevitabile di ogni vera ipotesi di cambiamento politico, democratico e sociale nel nostro e negli altri paesi.

A nostro avviso questo è uno spazio politico e sociale praticabile con efficacia per le forze progressiste – come si è visto in Francia – ed è l’unico, insieme all’antifascismo militante, che può contendere lo spazio alla destra tra la nostra gente, nelle periferie come nei luoghi di lavoro.

Discutiamone presto e lealmente e lavoriamo ad una sintesi possibile.

Piattaforma Eurostop

Roma, 18 novembre

Share