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Partite le assemblee locali di Eurostop nelle varie città

ROMA. ASSEMBLEA CITTADINA DI EUROSTOP, SI PARTE
Sala piena (che fa ben sperare), costituito l’esecutivo locale e avviato il programma per le prossime settimane in preparazione delle giornate di mobilitazione del 10 e 11 novembre: tre assemblee territoriali nei quadranti della periferia (Nord, Tiburtina, Tor Bella Monaca), presidi informativi, una carovana di macchine nel territorio e un pulmino itinerante davanti ai posti di lavoro. Il paese e la politica hanno urgenza di una “operazione verità” sulla situazione reale.

Nei prossimi giorni ci saranno assemblee locali a Bologna, Napoli, Pisa, Bari, Ancona, Catania

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Via i governi delle banche e dei manganelli:10 novembre sciopero generale, 11 manifestazione a Roma

VIA I GOVERNI DELLE BANCHE, DELLA PRECARIETÀ E DEL MANGANELLO. SCIOPERO GENERALE IL 10, CORTEO A ROMA IL PROSSIMO 11 NOVEMBRE

Mentre i governanti italiani ed europei annunciano trionfanti la ripresa, dilagano la precarietà, lo sfruttamento e la povertà

Mentre i governanti italiani ed europei ci dicono che non ci sono soldi per le pensioni, la sanità, la scuola, i contratti di lavoro; alle banche, alle multinazionali, ai ricchi vengono donati miliardi e miliardi di danaro pubblico.

Mentre i governanti italiani ed europei parlano di diritti e libertà, i principali diritti sociali affermati dalla nostra Costituzione vengono stracciati.

Mentre I governanti italiani ed europei parlano di democrazia, chiunque contesti o non accetti il loro ordine viene colpito da leggi e misure antisciopero e di polizia sempre più autoritarie.

Mentre parlano di accoglienza, i governanti italiani ed europei e finanziano schiavisti e tagliagole perché fermino i migranti nel deserto. E con le politiche discriminanti e securitarie alimentano razzismo, xenofobia, guerre tra poveri che distolgono dalle vere cause e dal  potere sfruttatore.

Mentre i governanti italiani ed europei parlano di pace, aumentano le spese e gli interventi militari e si prepara un esercito europeo di guerra.

I GOVERNANTI ITALIANI ED EUROPEI NASCONDONO LE LORO POLITICHE DI AUSTERITÀ E GUERRA DIETRO UNA MONTAGNA DI FALSE NOTIZIE, PER ROMPERE LA BOLLA DI BUGIE NELLA QUALE VOGLIONO FARCI VIVERE.

BISOGNA  PORTARE NELLE STRADE  LA VERITÀ!

Il 10 novembre le lavoratici ed i lavoratori sciopereranno per il posto di lavoro, i contratti, i diritti. Noi siamo e saremo con loro nello sciopero e il giorno successivo, l’11 novembre, a Roma in una grande manifestazione nazionale per dire NO alle ingiustizie che ci colpiscono e alle falsità che le coprono e per:

– L’abolizione completa delle 4 leggi infami: Jobsact, legge Fornero, Buona scuola, leggi di polizia Minniti Orlando.

–  Per il  lavoro dignitoso con contratti veri, contro le paghe di fame, il supersfruttamento, la schiavitù.

– Per nazionalizzare banche e settori produttivi strategici, per l’intervento pubblico nella economia e per il rifiuto di  tutti i vincoli di bilancio imposti dalla Unione Europea. Per la disdetta immediata del trattato CETA. Lavoro e reddito per tutte e tutti.

– Per il rilancio delle stato sociale, della sanità, della scuola, delle pensioni pubbliche. Per dare la casa a chi non ce l’ha.

– Per il taglio immediato delle spese militari  e  il ritiro delle truppe all’estero.

– Per un piano straordinario di lotta alla povertà finanziato dai ricchi, dalle banche e dalle multinazionali, che fermi le guerre tra poveri e garantisca diritti e dignità a tutti, nativi e migranti.

– Per la solidarietà e l’eguaglianza contro la violenza di sesso, il razzismo, l’oppressione di classe.

PER APPLICARE QUELLA COSTITUZIONE CHE UN ANNO FA ABBIAMO DIFESO E CHE I GOVERNI E LE POLITICHE DELLA UNIONE EUROPEA STANNO DISTRUGGENDO. 

11NOVEMBRE TUTTE E TUTTI IN CORTEO A ROMA.

Eurostop

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Anche la Germania entra nell’epoca dell’instabilità

“Le elezioni in Germania segnano una svolta profonda nel sistema politico di quel paese,
che dopo decenni di stabilità entra, come tutta l’Europa, nell’incertezza e nella crisi di rappresentanza. Le due forze cardine del sistema politico tedesco, così come di quello europeo, i democristiani conservatori e i socialdemocratici, subiscono un tracollo perdendo oltre il 20% dei loro voti. Segno che il modello Germania, usato a paragone da tutti i governi e da tutte le autorità della UE per giustificare le politiche di austerità, questo modello comincia a mostrare lo stesso logoramento che si registra in tutti gli altri paesi che lo applicano. La spiegazione della sconfitta di Merkel e Schultz è solo una: agli evidenti successi economici e finanziari del modello tedesco corrisponde una sempre più forte rottura sociale per il crescere di diseguaglianze, ingiustizie, povertà ed emarginazione. Così come in tutta Europa.
Questa crisi sociale ha distrutto la grande coalizione e premiato tutte le forze di opposizione, in primo luogo gli xenofobi neofascisti, ma anche la sinistra radicale i liberali e i verdi. Così anche la Germania è entrata nell’epoca della instabilità.
La prima risposta di Merkel alla sconfitta è stata quella di colpire i migranti, come già fanno i governi di tutta Europa e quello italiano tra i primi. È la soluzione reazionaria alla crisi sociale, che prima viene propugnata dalle forze di destra estrema e poi fatta propria dal palazzo. Così si pensa di volgere la rabbia dei tanti esclusi dalla “ripresa” verso i più poveri, salvando le banche, la finanza, il sistema di potere UE.
La xenofobia di stato è l’ultima risposta che la UE ed i suoi governi tentano per conservare le politiche di austerità e guerra ai danni di tutti i popoli europei. Per sconfiggere questa politica bisogna metterne in discussione tutti i fondamenti e i vincoli che vengono da Euro, UE, NATO.Sì conferma così la validità di fondo delle ragioni per cui è nata Eurostop, cioè che solo riconquistando le periferie d’Europa alla lotta sociale e di classe in un più vasto blocco di popolo contro il potere, solo con la rottura totale con tutte le politiche degli ultimi trenta anni, si potrà fermare e sconfiggere l’onda reazionaria.
Per questo ora più che mai i governi europeisti, comunque mascherati, sono il primo avversario di ogni lotta per la democrazia e la giustizia sociale e questo diventa ancor più vero anche per il paese guida della UE, che entra in crisi come tutti gli altri.”

Piattaforma Sociale Eurostop

 

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La Legge Minniti sui contesti urbani: il caso Napoli

La legge Minniti e Minniti-Orlando con le successive direttive di mezza estate non vengono certo dal nulla. C’è oramai nel nostro paese una nutrita storia di leggi per la repressione del conflitto sociale da un lato e dall’altro di norme liberticide antiimmigrati le quali, di fatto, sono una riproposizione, seppur in altra forma, della legislazione speciale degli anni ‘70. Ricordiamo che prima dell’avvento di Minniti, senza volere andare troppo in là nel tempo, sono state varate la legge Turco-Napoletano, la Bossi-Fini e vari pacchetti sicurezza tra cui il più famoso quello dell’allora ministro degli interni Maroni.

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