Cremaschi sui risultati elettorali: “Siamo una forza diversa, adesso andiamo avanti”

POTERE AL POPOLO HA RACCOLTO QUASI 400000 VOTI….Certo speravamo fossero, e pensavamo di meritarne, di più, ma noi e chi ci ha votato sapevamo anche di andare controcorrente.
Il voto ha mostrato quanto lo fossimo, con il PD che con le sue politiche liberiste ha trascinato alla rovina tutto ciò che si richiama alla sinistra. Il voto contro il PD, che noi abbiamo sempre sostenuto, è andato in primo luogo ai cinque stelle e poi a Salvini. La questione sociale, che è alla base della nascita stessa della sinistra, oggi ha travolto la sinistra, il suo popolo l’ha abbandonata dopo essere stato abbandonato da essa.
Tutto questo non è senza prezzi politici, oggi la rabbia sociale sacrosanta si mescola a spinte reazionarie legge ed ordine, e la sofferenza sociale trova nei migranti il capro espiatorio mentre resta totalmente indulgente verso ricchi e sfruttatori. D’altra parte la sinistra ufficiale si è immolata sull’altare dell’austerità e dell’europeismo. La UE ha distrutto la sinistra in Italia come lo sta facendo in tutta Europa. Non si può voler ricostruire una sinistra sociale e di classe e non essere contro la UE.
La politica ed i suoi punti cardinali sono radicalmente cambiati e Potere al Popolo, che questo lo ha capito e per questo è nato, non ha fatto in tempo a collocarsi pienamente e visibilmente nella nuova mappa. Ma lo ha fatto. Certo siamo stati colpiti anche noi dal voto utile, in particolare verso i cinque stelle, ma comunque non ci siamo collocati a sinistra di PD e della sua appendice LeU, ma su un altro piano. Noi abbiamo dentro i valori e i principi storici della sinistra popolare e di classe, ma non ci collochiamo nel campo geografico della sinistra di oggi. Siamo una forza diversa, ancora non siamo riusciti a farlo conoscere ai più, ma diversi lo siamo. E siamo e vogliamo essere diversi perché questo è il solo modo di ripartire.. Grazie a tutte e tutti, assieme andremo avanti

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2 comments to “Cremaschi sui risultati elettorali: “Siamo una forza diversa, adesso andiamo avanti””
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  1. Il secondo dato elettorale significativo per me (persona con una storia di sinistra), dopo la sconfitta elettorale del PD e di forza Italia, è il risultato di Liberi e Uguali e di Potere al Popolo.
    Sul risultato di queste due formazioni si proiettavano le speranze (molto diverse tra loro, conviene subito dire) di coloro che ancora puntavano alla sopravvivenza di una qualche forma di sinistra (quantomeno testimoniale) nel futuro Parlamento.
    Ora il risultato di Liberi e Uguali è, senza ombra di dubbio, del tutto negativo, addirittura al di sotto dei sondaggi più pessimistici. Assomiglia molto (fatte le debite proporzioni) alla debacle del PD renziano.
    Ma anche il risultato di Potere al Popolo non è affatto entusiasmante. E’ solo di poco superiore a quelli che, da alcuni anni e in successive tornate elettorali, Rifondazione Comunista ha raccolto presentandosi da sola.
    I due dati sono da valutare ancora più negativi, in quanto si verificano in contemporanea con un calo di consensi del PD, che nessuno aveva previsto di così grandi dimensioni.
    Era pensabile, infatti, che almeno una parte dei voti persi dal PD sarebbero andati a LeU o a Pap. E, invece, sia LeU che PaP non sono stati in grado di capitalizzare manco l’emorragia di voti del PD.
    La cosa si poteva prevedere nel caso di PaP: troppo lontana la proposta politica (e perfino l’antropologia) di questa nuova formazione politica dall’elettorato (anche quello più di sinistra) in uscita dal PD.
    Nel casi di LeU era immaginabile che la maggioranza dei voti persi dal PD sarebbero andati alla formazione politica capeggiata da Grasso. E, invece, questo non è avvenuto che in minima parte.
    Ancora: si poteva ipotizzare una maggiore capacità di PaP di intercettare almeno una parte dell’elettorato che negli ultimi anni si era astenuto dal voto. E anche questo è avvenuto solo in misura minima, quasi impercettibile.
    Questo dato dimostra che la crisi della Sinistra oggi in Italia (anche se, a dire il vero, non solo in Italia) è molto più grave di quanto la maggior parte dei soggetti in essa coinvolta siano arrivati finora (e, forse, ancora arrivino) ad immaginare.
    Non è una crisi congiunturale, ma una crisi epocale, dalla quale a questo punto sarebbe miope illudersi di poter uscire nel giro di qualche anno e manco di qualche tornata elettorale. Cambiando semplicemente un po’ di programmi e qualche leadership.
    Se ne potrà uscire solo attraverso un salto epocale (mi verrebbe di dire quantico) simile a quello che ci fu a metà ‘800 quando la cultura e le formazioni politiche allora egemoni, quelle liberali, furono travolte dalla questione sociale drammatica e sostituite (almeno tra le masse popolari più disagiate e sfruttate) dalla cultura e dalle formazioni politiche del socialismo nelle sue varie versioni.
    Si è chiusa, insomma, a me pare definitivamente, la parabola del socialismo come cultura egemone della sinistra, soprattutto nella sua versione marxista-leninista. Che cosa potrà sostituirlo nessuno credo sia oggi in grado di prevederlo, neanche nelle sue linee di fondo. Solo un nuovo Marx potrebbe farlo.
    Ognuno di noi può solo impegnarsi a fare la sua piccolissima parte per iniziare quantomeno a immaginarselo. Osservando, ricercando, riflettendo, studiando, dialogando tra compagni, impegnandosi nell’agone culturale e sociale, prima che in quello politico.

    Giovanni Lamagna

  2. Non sarei cosi” convinto che i 27% di astenuti siano di sinistra. Se sono di sinistra, perche” non hanno votato? Secondo me il problema dell” Italia e” uno di egemonia culturale. Dopo la caduta dell” URSS, il dissolversi del PCI e 25 anni di monopolio della destra sulle televisioni, il sentire comune e” spostato drammaticamente a destra. Io ho sempre votato senza pentimenti le proposte della sinistra radicale (Rifondazione, Arcobaleno, PaP) e trovo ingeneroso scaricare su di loro la colpa come se fossero imcompetenti a raccogliere voti; i voti li danno gli elettori, non li prendono i partiti. Se non esistono elettori di sinistra sara” perche” la societa” (scuola e media) non ne forma; la responsabilita” cade quindi su chi ha gestito il paese negli ultimi decenni, non certo i radicali di sinistra. La (r)esistenza di forze di estrema sinistra rimane fondamentale, ad esempio se non esistesse il Manifesto saremmo tutti piu” poveri.

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