Uniti siamo tutto! Il 16 giugno tutti in piazza

Potere al Popolo aderisce e promuove la massima partecipazione alla mobilitazione indetta dalla Federazione del Sociale Usb.

Perché partecipare? 
Sarà la prima manifestazione nazionale contro il nuovo governo apertamente razzista e dopo l’uccisione di un sindacalista dei braccianti in Calabria. Soumayla Sacko stava aiutando due suoi fratelli a mettere assieme lamiera e cartone per costruirsi un rifugio. Non una casa, come spetterebbe ad ogni lavoratore agricolo ed alla quale dovrebbero provvedere i padroni delle terre, ma una semplice baracca dove riposare dopo le tante ore passate al lavoro.

E’ la prima manifestazione per dire che non ci fidiamo delle promesse elettorali di questo governo. «Il cambiamento» promesso comincia a rivelarsi un ennesimo salto di qualità nella guerra tra poveri, in obbedienza ai vincoli delle politiche di austerità dettate dall’Unione Europea.

E’ la prima manifestazione della nuova legislatura che porta in piazza la condizione delle periferie sociali e geografiche del nostro paese. Dunque e innanzitutto il problema della casa, il bisogno di aumentare l’esiguo patrimonio di edilizia popolare (in percentuale, il più piccolo d’Europa).

E’ una manifestazione per mettere al centro dell’agenda politica nazionale il reddito, per combattere la precarietà, i bassi salari e la ricattabilità del posto di lavoro; per la creazione di posti di lavoro pubblici, per contrastare il dissesto idrogeologico e salvaguardare il territorio.

E’ una manifestazione che nella sua preparazione ha raccolto la spinta di altre questioni urgenti, come la risposta alle richieste delle popolazioni colpite dai disastri naturali (terremoti, alluvioni, ecc.), l’aumento delle pensioni minime e l’abolizione della legge Fornero.

E’ una manifestazione che pretende l’abolizione delle leggi più odiose degli ultimi anni, dal Jobs Act alla Buona scuola.

E’ una manifestazione contro ogni discriminazione di genere.

E’ una manifestazione per rompere la passività, l’inutile attesa di un «salvatore» che risolva i nostri problemi. Perché soltanto se tutti noi ci muoviamo, e insieme, sarà possibile esercitare una pressione maggiore di quella che mettono in atto «i mercati», lo spread, le banche, la Troika.
Soltanto se tutti noi ci muoviamo, e insieme, sarà possibile combattere le disuguaglianze sociali e i vincoli dell’Unione Europea che le ingigantiscono.

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