Eurostop. La discussione e il resoconto del Coordinamento nazionale

Report del Coordinamento nazionale di Eurostop del 5 maggio a Roma

Sabato 5 maggio si è riunito il Coordinamento nazionale di Eurostop per discutere la fase politica, la partecipazione all’esperienza di Potere al Popolo e la campagna per il referendum sui trattati europei ormai avviata a livello nazionale.

  • Le difficoltà nella formazione del nuovo governo rendono concreta la possibilità che a breve si vada a nuove elezioni, con tutta probabilità prima delle elezioni europee previste per il maggio del 2019.

Le dichiarazioni del commissario europeo Moscovici sulla resa dei conti dopo la tregua pre e post elettorale accordata all’Italia, le repentine sortite di Grillo e Salvini sul referendum sull’euro e l’eurofollia (dopo le settimane di affidabilità euroatlantica manifestate dopo le elezioni), confermano che il centro della contraddizione e del segno sulle prospettive politiche del paese rimane il rapporto con i diktat dell’Unione Europea.

A fronte di questa situazione, non si registra ancora nel paese un conflitto sociale esteso e politicamente orientato che colga questa contraddizione. Ci sono vertenze e confitti specifici (sindacali, sociali, territoriali) che conformano una attitudine di resistenza più che offensiva. Su questo si è aperta una discussione con valutazioni diversificate sulla fase storica e politica che stiamo attraversando. Alcuni compagni leggono nella situazione un clima di moderno fascismo da cui non è affatto immune l’elite dominante in Europa in cui lo sciovinismo europeista di Macron e i governi di destra nell’Europa dell’est e in Austria sono fenomeni ormai ben compatibili, altri compagni ritengono invece che il modello di governance autoritaria che viene dalle istituzioni europee – il pilota automatico – è quello che regge e gestisce anche le crisi di stabilità istituzionale che si manifestano nei governi europei chiamati a gestire il nuovo modello ordoliberista europeo nella competizione globale.

  • In questo contesto, la battaglia di Eurostop sulla rottura dei trattati dell’Unione Europea assume un valore e una centralità decisiva, sia nell’attività diretta che nella discussione dentro Potere al Popolo, inclusa la scadenza delle elezioni europee del 2019. Questa posizione ormai si va diffondendo anche in altri paesi e nelle forze alternative e anticapitaliste europee. Assume pertanto importanza un maggiore confronto e coordinamento con altre forze europee.

Eurostop ritiene conclusa e ormai inservibile la fase della “raccolta dei cocci della sinistra” come orizzonte e come interlocuzione di un progetto alternativo e anticapitalista nel nostro paese e a livello europeo.

Eurostop conferma la scelta di partecipare a Potere Al Popolo ed è fortemente impegnato per la sua continuazione, radicamento e crescita. Potere al Popolo deve diventare pienamente un soggetto politico plurale democratico e partecipato, per essere presente in tutti i conflitti e le mobilitazioni sociali, ambientali  e contro la guerra, così come  nello scontro politico e in tutte le principali scadenze elettorali, nei territori, nelle città, nel paese.

I compagni di Eurostop sono invitati a partecipare attivamente alla due giorni di assemblea nazionale di Potere al Popolo che si terranno il 26 e 27 maggio a Napoli, organizzata su 7 gruppi di lavoro il sabato e una plenaria la domenica. Eurostop valuta di aver svolto un ruolo positivo e propulsivo nell’esperienza e nel progetto di Potere al Popolo e ritiene di dover e poter portare il proprio contributo a tutti i livelli, sia nazionale che locale.

Eurostop ritiene la rottura con l’Unione Europea e la questione sindacale, siano le due questioni centrali su cui concentrare il proprio contributo alla sintesi e all’iniziativa dentro Potere al Popolo.

  • Infine è partita la campagna nazionale di Eurostop sulla proposta di legge di iniziativa popolare per il referendum sui Trattati europei. La campagna procede insieme a quella sull’art.81 che però ha registrato ritardi e vuoti organizzativi che rischiano di compromettere l’obiettivo del raggiungimento delle firme necessarie. In un incontro nei prossimi giorni con i giuristi del comitato promotore della legge sull’art.81 si chiederà di allineare i tempi di raccolta e chiusura alla campagna sul referendum per cercare di arrivare in autunno alla presentazione congiunta delle due leggi.

La campagna per il referendum sui trattati europei è arrivata al momento giusto, secondo alcuni compagni è una campagna che permette di coniugare al meglio l’aspetto qualitativo (la battaglia politica e culturale contro i diktat della Ue e per la democrazia) e l’aspetto quantitativo di una campagna popolare e di massa a confronto con i settori sociali interessati ad una opposizione frontale contro i diktat europei.

Questa campagna deve procedere “ventre a terra”, centrare l’obiettivo della raccolta delle 50mila firme necessarie e articolarsi però con incontri pubblici, assemblee, iniziative sui temi indicati dalla campagna quindi: referendum come strumento democratico per consentire alla gente di esprimersi anche sui trattati europei; carattere antipopopolare dei trattati istitutivi dell’Unione Europea; necessità di rompere gli apparati esistenti e costruirne di nuovi e radicalmente diversi tra i paesi interessati.

Il Coordinamento ha deciso che per la fine di giugno/primi di luglio verrà convocata una assemblea nazionale di bilancio della Piattaforma Eurostop ad un anno dall’assemblea costitutiva del 2017.

Nel frattempo verranno redatti due documenti politici: uno di fase e uno sulla situazione italiana.

– Il compagno Regolini di Genova ha formalizzato le sue dimissioni

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