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Pisa. Subalternità ai trattati europei o sovranità economica?

Lunedì 19 febbraio, Sala conferenze della Stazione Leopolda, ore 21 Piazza Guerrazi Pisa

Rottura dell’unione Europea e sovranità economica. I trattati europei sono incompatibili con la Costituzione.

Fiscal compact,introduzione dell’Art 81 e diktat dell’Eurozona aumentano disuguaglianze sociali e svendita delle risorse.

Ne discutiamo con:

Ernesto Screpanti, Docente di Economia Politica all’Università di Siena (Candidato di Potere al Popolo all’uninominale del Senato, Collegio di Siena)

Sono previsti interventi e contributi di:

Emanuela Grifoni, Beatrice Bardelli, Valter Lorenzi, Giovanni Ceraolo, Sandro Giacomelli, Maurizio Rovini, Fabrizia Casalini.

candidati di Potere al Popolo nei collegi uninominali e plurinominali di Camera e Senato collegio Toscana 2

Introduce e coordina 
Mauro Solida 
Piattaforma Sociale Eurostop Pisa

 

Iniziativa promossa dalla piattaforma Sociale Eurostop – Pisa per POTERE AL POPOLO!

eurostopisa@gmail.com

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Ad un anno dal No nel referendum parte la campagna contro l’art.81 in Costituzione

Ieri era il 4 dicembre, il primo anniversario della vittoria del NO alla controriforma costituzionale di Renzi. Nella mattinata una delegazione del Coordinamento depositerà in Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il “pareggio di bilancio” (art.81), introdotto in Costituzione dal governo Monti (con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento), sotto la pressione dell’Ue e dei mercati finanziari che pretendevano politiche di austerità, condizione perché venisse rifinanziato il debito pubblico italiano.

“L’impegno -si sottolinea dal Coordinamento- è quello di far sì che il prossimo Parlamento cancelli l’articolo 81 targato Monti: per ripristinare il testo del 1947, che lasciava alla responsabilità del legislatore le decisioni delle politiche di bilancio”.

Su mandato della Piattaforma Eurostop anche Giorgio Cremaschi e Franco Russo hanno firmato il progetto di legge di iniziativa popolare per ripristinare l’articolo 81 nella sua forma originaria ed eliminare tutti i vincoli del Fiscal Compact inseriti nella nostra Costituzione.

“L’obbligo del pareggio di bilancio, i vincoli posti all’azione sociale di comuni e regioni, sono mine poste sotto tutto l’edificio costituzionale” – afferma in una nota Giorgio Cremaschi – “È chiaro che i diritti previsti dalla sua prima parte diventano aria fritta se poi devono essere sottoposte alla compatibilità dei conti, secondo i folli dettati dell’austerità e delle regole della Unione Europea”.

Nel 2012, durante il famigerato governo Monti, queste disposizioni, estranee totalmente allo spirito della Costituzione del 1948, furono inserite nella nostra Carta da un Parlamento quasi unanime. Solo la Lega, e senza molta convinzione, votò contro.
I rappresentanti sociali e politici e costituzionalisti, che fecero parte del comitato per il NO un anno fa, hanno presentato questo progetto di legge. Su esso, da gennaio, occorrerà raccogliere le 50000 firme nei prossimi mesi, perché entri in Parlamento. La Piattaforma Eurostop affiancherà alla raccolta di firme per l’abolizione dell’art.81 anche la propria proposta di legge popolare per consentire lo svolgimento di un referendum sui Trattati Europei.

Ci vorrà l’impegno di tanti per farcela, ma è necessario, anche perché tutte le forze politiche saranno messe di fronte alla loro responsabilità, in particolare tutte quelle che promettono la fine dell’austerità, ma fanno finta di non sapere che ce l’abbiamo in Costituzione, e che in molti, quando sedevano nel parlamento del 2012, hanno anche votato a favore.

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