Contro il governo dei “piegati”. In piazza a Roma il 16 giugno

di Giorgio Cremaschi

Mattarella si è piegato a Savona ministro, seppure in un’altra casella. Salvini e Di Maio si sono piegati, in realtà il secondo l’aveva già fatto, ai vincoli UE ( e NATO). E tutti assieme si sono piegati ai colpi dello spread usati squadristicamente da UE e Germania. A parole saranno tutti contro l’austerità, ma continueranno a praticarla nel nome del fiscal compact e dei trattati UE che non oseranno più mettere in discussione. In compenso potranno fascisteggiare con migranti, poveri, occupanti di case e conflitti sociali. Di questo a Mattarella e alla UE non è mai importato nulla, nonostante le stupidaggini dette in questi giorni dai ridicoli antifascisti europeisti. Anzi un governo che abbia il consenso degli elettori, non tecnico dunque, e che continui ad eseguire la politica delle banche mentre indirizza la rabbia popolare verso i migranti e gli esclusi, beh questo alla UE va benissimo. Lo hanno già accettato e persino lodato in Austria ed in Ungheria.

La UE è la principale macchina produttrice di antidemocrazia e autoritarismo, prima o poi deve servirsi dei suoi prodotti.

Potere al Popolo a questo punto è la sola vera forza di opposizione in questo paese. Perché tutte le altre, a partire dal PD e da Berlusconi, da un lato sono responsabili del disastro che ha portato a questo governo, dall’altro sono servi della UE, alla quale questo governo, se manterrà il fiscal compact e il resto come si è impegnato, va benissimo. D’altra parte la nostra opposizione non potrà che essere mille miglia lontana da chi ha fatto Jobsact, Fornero, Buona Scuola.

La nostra opposizione sarà la sola sociale e popolare, contro la dittatura dei mercati e i vincoli UE, nel nome dei principi sociali della Costituzione del 1948.

Cominciamo il 16 giugno a Roma, manifestando assieme alle forze sociali ed al sindacalismo che non si piega. Non ci chiuderanno nella paura.

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