Torino: Eurostop contesta iniziativa sull’esercito europeo

Ieri alcune attiviste e attivisti della piattaforma sociale Eurostop hanno effettuato un volantinaggio davanti a Palazzo Civico a Torino, dove si teneva un incontro pubblico intitolato “Difesa comune, esercito Europeo”. Tra i relatori, Alessandro Politi, direttore del NATO Defense College Foundation. La convocazione dell’incontro ribadiva “la necessità e la convenienza di giungere a una vera e profonda unione politica dell’Unione Europea – con il fine della creazione degli Stati Uniti d’Europa – che abbia una sola politica estera e una sola politica europea di difesa attraverso un esercito comune europeo”.

Di seguito il testo del volantino diffuso nel corso dell’iniziativa di denuncia e contestazione.

ESERCITO EUROPEO? NO GRAZIE!

Dopo gli attentati di Parigi del novembre scorso, l’Europa è in preda a una nuova furia bellicistica. Da ogni parte viene detto che occorre rispondere a queste minacce, le cui cause non vengono mai esplicitate, ma che sono il prodotto di una guerra che da 25 anni si combatte ai confini dell’Unione Europea (Iraq, Afghanistan, Libia, Siria…).

Le spese militari sono in vertiginoso aumento negli ultimi anni a livello globale. Nell’Unione Europea è stato stimato per il 2016 un aumento medio dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Non è il primo esempio, nella storia, di scellerata e incontrollata corsa agli armamenti durante una crisi economica: gli esiti cui questa ha portato sono ben noti e ci impongono di contrastare questo processo distruttivo.

In questa competizione globale economica, politica e militare senza sconti, l’Unione Europea sta cercando di giocare la propria partita. Mentre all’esterno si cerca di risolvere l’emergenza migranti non andando a incidere sulle cause che la provocano, ma tentando di bloccare militarmente la loro entrata in Europa, all’interno della UE le politiche di austerità comportano un attacco alla spesa sociale e ai diritti dei lavoratori che si traduce in un vero e proprio massacro ai danni delle fasce più deboli delle popolazioni.

La guerra permanente, come le politiche di austerità, sono l’emergenza che diventa normalità: pezzo dopo pezzo, smantellano ogni spazio democratico.

Oggi l’esercito europeo rappresenta un salto di qualità in questa feroce competizione globale da cui invece è fondamentale uscire il prima possibile.

Pace, giustizia sociale e democrazia sono oggi semplicemente incompatibilicon la permanenza nell’Unione Europea!

NO EURO NO UE NO NATO

Piattaforma sociale EUROSTO

 

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