Report e appello del 10 febbraio contro la guerra

Pubblichiamo il resoconto e l’appello a cui aderire per continuare la mobilitazione sulla guerra proposta come viene riportato nel testo.

 Per quanto riguarda direttamente la Piattaforma Sociale Eurostop sollecitiamo con forza l’organizzazione delle Assemblee Regionali per consolidare le strutture della piattaforma anche tenendo conto della “guerra economica” che si prospetta con questa nuova ondata di crisi finanziaria che vede di nuovo il nostro paese come uno di quelli al centro dell “attenzione” dei burocrati UE.
Infine stiamo lavorando sulla proposta di incontro europeo per la rottura della UE e le ipotesi di fuoriuscita che sono in campo che si potrebbe tenere nel mese di aprile. Appena verrà elaborata una proposta compiuta verrà portata alla discussione collettiva per le correzioni o le messe a punto eventuali da fare.

REPORT RIUNIONE CONTRO LA GUERRA DEL 10 FEBBRAIO – ROMA

Mercoledì 10 febbraio si è svolta a Roma la riunione nazionale contro la guerra proposta dalla Piattaforma Sociale Eurostop per continuare le mobilitazioni fatte lo scorso 16 Gennaio. La valutazione sulle due manifestazioni di Milano e Roma sono state decisamente positive dato il contesto di sostanziale immobilismo che caratterizza oggi il movimento per la pace.

La scelta di continuare con le mobilitazioni nasce dalla presa d’atto che il clima di guerra, che caratterizza oggi il Mediterraneo, non cessa ed anzi si aggrava con la minaccia sempre più vicina di un nuovo intervento diretto dell’occidente in Libia dopo la devastante aggressione fatta nel 2011 con il pretesto di abbattere Gheddafi. Intervento questo che coinvolgerebbe direttamente i militari italiani ma anche i cittadini del nostro paese in quanto verrebbero così messi nella “prima linea” di combattimento esponendoli a ritorsioni terroristiche dall’irresponsabile governo Renzi.

Per questi motivi non bisogna interrompere il percorso di lotta e denuncia intrapreso il 16 gennaio per smascherare anticipatamente ogni operazione ideologica fatta per coprire interventi militari di rapina come l’Italia, l’Unione Europea e la NATO ci hanno abituati in questi anni.

Nella discussione è emersa la necessità di stabilire un percorso di iniziative per avere una presenza su tutti i territori e di proporre immediatamente una manifestazione nazionale nel caso in cui l’aggressione militare verrà concretamente effettuata. Per tutto ciò è stata decisa per il 12 marzo una giornata di lotta unitaria e nazionale davanti a tutte le basi NATO e militari per continuare la campagna di denuncia, da promuoversi anche con un appello qui allegato, e di programmare per il 4 aprile, data in cui è stata fondata la NATO nel 1949, una iniziativa nazionale di cui vanno ancora definiti i caratteri. Naturalmente l’obiettivo ora è quello di creare con l’appello fatto uno schieramento politico e sociale che faccia riuscire la giornata di lotta del 12 marzo prossimo.

Roma, Via Giolitti 231

13 Gennaio 2016

Questo è il testo dell’appello da verificare rapidamente per poter iniziare a raccogliere le adesioni già dal prossimo lunedì 15 febbraio.

APPELLO CONTRO LA GUERRA, LE LEGGI DI GUERRA, LA NATO

Il nostro paese è in guerra. Questo è il primo fatto chiaro che va denunciato e su cui vogliamo chiamare alla mobilitazione per rompere il muro di bugie della propaganda del circo mediatico di regime.
Siamo in guerra, assieme alla NATO e a tutto il cosiddetto Occidente, da 25 anni e nonostante i milioni di morti,le devastazioni e le migrazioni bibliche provocate dalla terza guerra mondiale a pezzi, il nostro come gli altri governi progettano e organizzano nuove imprese militari.
La decisione del governo Renzi di preparare e prima o poi fare la guerra in Libia ci espone a tutti i rischi terribili che abbiamo visto realizzarsi in altri paesi. La loro guerra, come dimostrano i fatti di Parigi, torna anche nelle nostre città, nella nostre strade, nei nostri luoghi di ritrovo. Le loro guerre non solo producono miseria, morte e sconvolgimenti sociali che sono la causa dell’esodo migratorio, ma stanno rendendo l’Europa e il nostro paese una caserma autoritaria, dove gli spazi di libertà e di agibilità democratica vengono drasticamente ridotti. La Francia ha costituzionalizzato uno stato d’emergenza che colpisce libertà fondamentali, nate in quel paese. Paese ove ora per legge si toglie la cittadinanza a chi è accusato di terrorismo e ha origini etniche e religione diverse da quelle dei cittadini “puri”. Torna in Europa così il razzismo di stato, mentre in Danimarca per legge si rapinano i profughi scesi dai barconi e la Svezia si prepara ad espellere, cioè a deportare verso fame e morte, 80000 Migranti.
L’Unione Europea in guerra produce orrore e lo usa per giustificare sia la distruzione della democrazia sia le politiche di austerità. Così la guerra verso la minaccia esterna accompagna e giustifica quella verso i diritti sociali dei popoli. Si possono sforare i criminali vincoli del fiscal compact per comprare armi, ma non per costruire ospedali o scuole. UE e Nato, austerità e guerra sono oramai la stessa cosa.
UE e Nato sono in guerra assieme al governo dell’Ucraina che per la prima volta dal 1945 vede ministri nazifascisti. UE e NATO fanno affari e sono in alleanza con la Turchia che massacra i curdi, con l’Arabia Saudita delle frustate e delle decapitazioni, con l’Egitto dei desaparecidos ove gli squadroni della morte del regime hanno ucciso Giulio Regeni.
Sempre più pesanti e costose sono le nostre missioni milItari all’estero, da ultima quella di 1000 militari in Iraq, anche a protezione di affari privati. Intanto il nostro territorio viene militarizzato e avvelenato dagli strumenti di guerra. Si installano nuove terribili bombe termonucleari, si installano radar nocivi, si inquinano intere aree, si organizzano esercitazioni che mettono in prima linea intere città. Si comprano bombardieri e altre armi di distruzioni di massa mentre le si commercia in tutto il mondo.

Tutto il nostro paese è sempre più coinvolto nei danni, nei costi e nei nuovi crescenti rischi della guerra. Per questo bisogna mobilitarsi prima che si troppo tardi, per fermare la guerra e le politiche di distruzione della democrazia e dei diritti sociali che l’accompagnano. Bisogna farlo con tutta la forza e la determinazione possibili nel caso in cui l’Italia fosse per la quinta volta nella sua storia trascinata in una sciagurata guerra in Libia. Ma in ogni caso bisogna costruire una resistenza che risponda all’assuefazione alla guerra che ci stanno somministrando.
È necessaria una mobilitazione diffusa e permanente contro la guerra esterna e contro la guerra sociale interna che banche, multinazionali, interessi imperialistici e militari vogliono imporci.
Vogliamo:
La fine immediata di ogni intervento militare e il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.
Lo smantellamento delle basi e delle servitù militari, il rispetto del trattato di non proliferazione nucleare.
L’uscita dell’Italia dalla Nato e da ogni alleanza di guerra.
La fine delle politiche persecutorie e xenofobe contro i migranti.
La fine delle politiche di austerità e del sistema di potere UE che le impone.
La cancellazione delle leggi sicuritarie che in tutta Europa nel nome della guerra al terrorismo stan costruendo uno stato di polizia.

IL 12 MARZO IN TUTTA ITALIA MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA DI FRONTE ALLE BASI E ALLE SEDI DELLA GUERRA

COORDINAMENTO CONTRO LA GUERRA, LE LEGGI DI GUERRA, LA NATO

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