Archivi tag: jobs act

Eurostop con Potere al Popolo

Per la rottura con l’Unione Europea. Il referendum sui Trattati Europei, il rispetto della Costituzione.

Per il controllo pubblico su economia, finanza e moneta.  Per la nazionalizzazione della Banca d’Italia, delle banche e delle aziende strategiche

Per l’uscita dalla Nato e il disarmo nucleare

Per l’abrograzione del Jobs Act e della Legge Fornero

Per l’aministia agli attivisti perseguiti nelle lotte sindacali, sociali, ambientali e l’abrogazione della Legge Minniti

La Piattaforma Eurostop sostiene e invita a votare Potere al Popolo

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Jobs Act. Quando i dati e i fatti fanno arrabbiare piddini e cislini

di Giorgio Cremaschi

Sono stato invitato alla trasmissione di La7 “L’aria che tira”. Si doveva parlare di lavoro e ci era stato chiesto di portare tabelle per illustrare la nostra tesi. Contrapposti a me e a difesa di Jobsact e governo c’erano la PD Simona Malpezzi, sostenitrice entusiasta de”La buona scuola” e dell’alternanza scuola-lavoro gratis, Giuliano Cazzola, craxiano berlusconiano e ora forneriano, e infine Marco Bentivogli, l’unico sindacalista al mondo a favore dei voucher.
Come si può immaginare, con tabelle e parole, tutti questi rappresentanti del governo hanno esaltato i grandi successi di aumento dell’occupazione documentati dall’ISTAT.
Io ho cercato, dati alla mano di dimostrare che la nuova occupazione non è vero lavoro, ma prestazioni precarie sottopagate.
Ho quindi presentato le tabelle che pubblico. La prima chiarisce che l’ISTAT considera occupato chi lavora anche una sola ora a settimana. La seconda che ci sono tre milioni di lavoratori precari e 15 circa a tempo indeterminato, ma che le nuove assunzioni sono al 90% di precari. Quindi il lavoro cattivo sta scacciando rapidamente quello migliore. Poi ho mostrato una tabella tratta dal sito di Alberto Bagnai, che mostra la differenza tra il tasso di disoccupazione del 1977 e quello attuale, quasi doppio rispetto ad allora. Qui i governativi non hanno più retto e si sono messi a contestare la credibilità della fonte e quando ho chiarito che anche i dati ISTAT, se giustamente letti, dicono la sessa cosa, hanno continuato a blaterare.
Ho poi mostrato il titolo de La Repubblica sul colossale aumento dei licenziamenti. Questo per chiarire come anche i nuovi, pochissimi, assunti a tempo indeterminato in realtà siano precari perché a causa del Jobsact sono senza articolo 18. Qui gli ineffabili Cazzola e Bentivogli hanno sostanzialmente affermato che sono i lavoratori a farsi licenziare per avere l’indennità di disoccupazione. Altre imbecillità mi sono piovute addosso, come il tentativo di costruire un relazione tra la piena occupazione, vera, degli anni 70, l’inflazione e il terrorismo. Oppure che sono le aziende che non trovano lavoratori, oppure che l’occupazione precaria è meglio del lavoro nero, come se questo non prosperasse oggi più che mai. Infine i tre governativi hanno sentenziato che io ero ideologico.
Tante sciocchezze in così poco tempo erano difficili da contrastare, quindi ho solo risposto a questi penosi rappresentanti del palazzo che io avevo presentato solo fatti e dati e che sono stati essi a farli arrabbiare. Soprattutto quando fatti e dati dimostrano che un contratto di lavoro precario di poche ore a settimana non è paragonabile ad un posto a tempo e stipendio pieno e che quindi i tre milioni di precari, se rapportati al lavoro a tempo indeterminato, diventano, la metà o forse un terzo.
La disoccupazione di massa resta a livelli intollerabili e si sta solo cercando di coprirla con lavoretti sottopagati. Se ci fosse stato più tempo avrei anche affermato che questo modello sociale non è nuovo: è quello dei finti occupati, dei poveri che lavorano che dilagano negli USA. Ma sono sicuro che i tre governativi avrebbero continuato ad accusarmi di essere ideologico, come tutti coloro che usano la malafede per coprire la propria ignoranza.

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Il 14 giugno manifestaimo solidarietà e appoggio ai lavoratori francesi in lotta contro la Loi Travail

Il 14 giugno in Francia ci sarà una grande giornata di sciopero e mobilitazione contro la Loi Travail che culminerà in una manifestazione a Parigi che già si annuncia come eccezionale.

Da molte settimane lavoratori, giovani, popolo francesi sono in lotta contro la legge voluta dal governo Hollande, sotto dettatura della Unione Europea, che distrugge il contratto nazionale, liberalizza i licenziamenti, peggiora il salario e le condizioni di lavoro. Quel grande fronte di lotta, che vede assieme organizzazioni sindacali movimenti, operai, studenti, precari, oggi parla a tutta l’Europa e suona la campana della ribellione alle politiche liberiste di
distruzione dei diritti sociali e del lavoro, che sono la sostanza della Unione Europea.
In Italia quelle politiche sono ora realizzate dal Jobsact e dalla controriforma costituzionale del governo Renzi. La lotta del popolo francese parla prima di tutto a noi e chiede conto prima di tutto della passività e della complicità dei grandi sindacati confederali, ma anche dei limiti dei nostri movimenti e del più tradizionale mondo della sinistra.
La Piattaforma sociale Eurostop ritiene che tutte le forze disposte a lottare contro le politiche di austerità e competitività liberista debbano oggi mobilitarsi a sostegno della lotta in Francia.
Per questo il 14 bisogna manifestare davanti alle sedi istituzionali della Francia, ambasciata, consolati, legazioni, per dire che siamo con chi lotta e contro Hollande, Renzi, Merkel, Draghi e tutta la loro politica di distruzione dei diritti.
Eurostop manifesterà assieme a tutte le organizzazioni e le persone che stanno con lavoratori ed il popolo francese, per far loro sapere che non sono soli, ma hanno il sostegno e l’ammirazione di tutti gli sfruttati e gli oppressi , nel nostro come in ogni altro paese d’Europa.

Piattaforma Sociale Eurostop

Le prime mobilitazioni annunciate il 14 giugno sono previste a Roma, Milano, Firenze, Bologna..

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Solidarietà ai lavoratori francesi in lotta

La piattaforma sociale Eurostop SOLIDARIZZA con i lavoratori francesi: NO alla Unione Europea del Jobs Act

In Francia sta accadendo quello che avrebbe dovuto succedere nel nostro paese. Lavoratori, disoccupati, studenti si stanno mobilitando con determinazione contro il “Jobs Act” transalpino mettendo con le spalle al muro il governo “socialista” di Hollande. I sindacati francesi si stanno dimostrando un punto di difesa delle condizioni di vita di tutti i cittadini e stanno svelando con il conflitto il vergognoso collaborazionismo di CGIL, CISL, UIL in Italia che ormai accettano supinamente tutti i peggiori provvedimenti dei diversi governi che si sono succeduti e per ultimo quello di Renzi.

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A Pisa contro Renzi e la privatizzazione della ricerca

Venerdì 29 aprile è prevista la visita di Matteo Renzi a Pisa, per ricordare – insieme alla ministra della (d)istruzione pubblica e al neo presidente CNR Inguscio –  i 30 anni dall’inizio delle connessioni Internet nel paese. Ciò avvenne grazie al “cervellone” del Cnuce, il Centro di calcolo elettronico del Cnr, allora posizionato in Via S.Maria.

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