NO AL GOVERNO COTTARELLI-UNIONE EUROPEA. IL 16 GIUGNO TUTTI IN PIAZZA

La Federazione del Sociale dell’Usb ha lanciato un appello a manifestare a Roma sabato 16 giugno. No al governo Cottarelli, No al governo Ue, Fmi, Bce

Di fronte allo stallo della politica dopo le elezioni del 4 marzo, la Federazione Sociale dell’USB aveva indetto una manifestazione a Roma davanti al Parlamento per il prossimo 13 giugno. Questa scelta, condivisa da un’assemblea tenutasi a Napoli lo scorso 29 aprile, scaturiva dalla necessità di sollecitare la nuova Camera a misurarsi con i problemi reali del paese e soprattutto con il drammatico incremento delle disuguaglianze sociali. I temi della casa, del reddito e delle pensioni, del salario minimo, della protezione del territorio e del lavoro per curare il dissesto idrogeologico e dare una risposta alle popolazioni colpite dalle catastrofi naturali ed alle mille periferie sociali e geografiche, costituivano i punti nodali della piattaforma condivisa. L’obiettivo della manifestazione era l’apertura di un confronto sulle priorità del paese, per mettere al primo posto dell’agenda di governo la lotta alle disuguaglianze sociali. Eravamo consapevoli che il governo che si stava formando aveva già rinunciato a parte delle aspettative sociali suscitate in campagna elettorale e conteneva al suo interno posizioni e ricette che andavano in direzione opposta.

Ma la nuova condizione venutasi a creare con l’incarico a Cottarelli ha cambiato il contesto. Alla guida del governo viene nominato un uomo simbolo dell’austerity e delle politiche di taglio ai servizi pubblici, a significare che per gli interessi popolari, dei lavoratori e degli abitanti delle periferie, non ci può essere alcuno spazio e che nessuna concessione, neanche la più timida e moderata, può essere considerata tra gli obiettivi di governo.

Il governo e il suo programma ormai in Italia lo decidono a Bruxelles. E’ l’Unione Europea a dettare non solo i contenuti del programma di governo ma anche la composizione del Consiglio dei Ministri. Una condizione senza precedenti che mette tra parentesi la democrazia del nostro paese.

A motivare questa scelta ci sarebbe la necessità di difendere i “risparmi degli italiani”, senza considerare che siamo ormai milioni quelli che non possiamo mettere niente da parte e facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese.

Restare a guardare ormai non è più possibile. L’agenda di governo viene scritta in base agli umori dei mercati, cioè delle banche e delle grandi imprese, e così la precarietà e la sofferenza sociale sono destinate ad aumentare. Democrazia e questione sociale tornano a marciare assieme.

Noi vogliamo poter decidere del nostro futuro: non possono essere i banchieri della BCE né gli uomini della finanza internazionale a decidere al posto nostro. Per questo, confermando tutti i motivi della manifestazione del 13 giugno ma prendendo atto che non ha alcun senso discutere con un Parlamento completamente esautorato, lanciamo un appello per una grande manifestazione nazionale da tenersi a Roma sabato 16 giugno sulle parole d’ordine:

Per combattere le disuguaglianze sociali dobbiamo rompere la gabbia dell’Unione Europea.

Solo i lavoratori e i movimenti sociali possono difendere la libertà e la democrazia

Prima i precari, i senza casa, i pensionati al minimo

Prima tutti gli sfruttati!

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