Report riunione Piattaforma Sociale Eurostop del 23 Gennaio 2016

Il coordinamento della piattaforma sociale Eurostop, ha espresso un giudizio positivo sulla mobilitazione contro la guerra del 16 gennaio, avvenuta in un quadro di grandi difficoltà e caduta dell’iniziativa generale di lotta, nella più totale censura del mondo dell’informazione e con incomprensibili disattenzioni e ostilità anche in settori dell’antagonismo sociale e politico. Migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni, rompendo così una perdurante condizione di passività e silenzio sulla guerra che indebolisce ogni lotta, ogni conflitto. La guerra permanente come le politiche di austerità sono l’emergenza che diventa normalità, pezzo dopo pezzo smantellano ogni spazio democratico. La passività politica generale di fronte a questa aggressione permanente alle libertà e ai diritti prima o poi diventa assuefazione, un’assuefazione che isola sempre di più i diversi articolati conflitti.

La scelta di riproporre una mobilitazione e una definita lotta politica generale, compiuta dalla Piattaforma Eurostop, nasce quindi dalla consapevolezza che questa dimensione politica è oggi necessaria alle lotte, ma che essa non può essere affidata soltanto né alla proiezione della immediatezza dei bisogni, né all’opposto alla pura riaffermazione di principi identitari. La dimensione politica è necessaria alle lotte quotidiane, che si trovano sempre più spesso di fronte i vincoli e le gabbie del sistema di potere Euro UE Nato. Rompere la gabbia non è solo un compito politico generale, ma una necessità che sempre più spesso si presenta di fronte ad ogni conflitto.

La mobilitazione del 16 gennaio ha suscitato critiche di segno opposto, da un lato da chi ha voluto trovare in essa una subalternità ai disegni internazionali della Russia di Putin, dall’altro da chi ha lamentato l’ambiguità di un non chiaro schieramento a sostegno di quel paese e del suo governo. Potremmo concludere che le due critiche si elidono a vicenda, ma esse sono soprattutto una testimonianza della ritirata dei movimenti, cui spesso le forze organizzare rimaste rispondono con settarismo autoreferenziale. In Italia c’è la NATO, in Italia ci sono le basi e le servitù militari, oggi rafforzate da nuovi programmi atomici. L’Italia partecipa a tante missioni di guerra e si prepara ad una catastrofica guerra in Libia. Questa è la dimensione politica della lotta oggi, sul resto se ne potrà discutere quando saranno modificati i rapporti di forza. Misurarci su questioni di politica internazionale come se si governasse già il paese è un scelta tipica di forze settarie che porta alla paralisi dell’iniziativa.

È importante che il movimento No Tav e la USB abbiano colto l’importanza della decisione di mobilitarsi anche nelle difficoltà, lo stesso apprezzamento vale per tutte le organizzazioni che hanno partecipato, nella diversità delle posizioni, alla giornata del 16 gennaio.

Lo stesso limite della lotta contro la guerra si riscontra sulla questione Europa. La discriminante è il rifiuto della rottura con la UE e l’Euro. Pretendere che questa rottura si possa fare solo quando sia perfettamente definito il modello sociale e politico alternativo è una sciocchezza altrettanto paralizzante. Anche perché la storia ha dimostrato che le rotture non avvengono mai come e dove erano attese dalle previsioni a tavolino.

Per questo va rilanciata in tutti i suoi contenuti e in tutte le sue semplici e nette discriminati politiche la Piattaforma Sociale Eurostop. Rompere con la NATO e la guerra, con la UE l’Euro e le politiche di austerità sono le discriminanti politiche che abbiamo posto nella sinistra e nel mondo sindacale e dei movimenti, non una in più, non una in meno. Su queste basi Eurostop intende misurarsi su tutte le altre iniziative in campo, sia a livello nazionale che internazionale. La nostra disponibilità al dialogo è piena, ma assieme ad essa lo è anche la convinzione che non ci sono, sulla guerra come sull’austerità, piani A, B, C. Dopo la lezione drammatica della esperienza greca i piani possibili sono solo due: o la resa o la rottura.
Con questa senso della urgenza delle scelte e con questa determinazione nel rivendicarle in un mondo della sinistra sociale e antagonista generoso ma anche confuso e contraddittorio, respingendo ogni ipotesi politicista che riproponga catastrofiche esperienze di arcobaleni o cartelli elettorali opportunisti, la Piattaforma Eurostop rilancia l’iniziativa, avendo come primi interlocutori le forze e le persone che hanno partecipato al 16 gennaio.

Il governo Renzi, pur nelle sue goffaggini ed errori, resta il governo che risponde alle scelte economiche della Troika e a quelle militari di USA e NATO. La controriforma costituzionale varata è l’attuazione del regime autoritario auspicato dalla finanza internazionale per realizzare il liberismo più spinto. Il referendum confermativo della controriforma è il più importante appuntamento politico del paese, che sarà profondamente segnato dal suo risultato. Eurostop ha aderito ai comitati e alla campagna per il No. Che per avere successo deve diventare una scelta generale contro il renzismo e le politiche della Troika, e non deve essere ridotto a confronto sul Senato o peggio ancora, a scontro tra vecchia casta e rottamatori. È in gioco la democrazia in Italia e Eurostop userà le sue forze, anche se ancora insufficienti, per drammatizzare questo scontro decisivo per il futuro.

In sintesi quattro sono i temi di iniziativa individuati per i prossimi mesi, sui quali costruire apposite scadenze, mobilitazioni, confronto:

– Il No alla guerra e alla NATO, che vogliamo caratterizzare con una mobilitazione contro l’intervento in preparazione per la Libia e contro le vecchie e nuovi servitù militari, dal Muos, alla Sardegna, a Trident, alla installazione di bombe nucleari di nuova generazione a Ghedi e Aviano

– Il No alla chiusura delle frontiere, alla persecuzione, allo sfruttamento verso il popolo migrante, la cui condizione sta mostrando tutta l’infamia reazionaria e l’ipocrisia della costruzione europea. Bisogna ricostruire la solidarietà ai migranti sulla base della difesa e riconquista dell’eguaglianza sociale, smascherando la propaganda fascio liberista che afferma siamo in troppi e che così salva i ricchi e alimenta la guerra dei poveri.

– Una politica economica di eguaglianza, diritti sociali e di piena occupazione è incompatibile con la UE e l’Euro, che non sono riformabili. Su questo bisogna iniziare davvero la campagna Eurostop, in collegamento con chi in Europa opera per la stessa rottura. La ripresa del cammino della crisi, con la nuova caduta delle Borse, rende più urgente un programma alternativo fondato sul lavoro e il pubblico, sul quale bisogna lavorare assieme a una mobilitazione esplicitamente rivolta alla rottura del vincolo europeo.

– La controriforma costituzionale di Renzi è la madre di tutte le battaglie politiche di questa fase, e va combattuta senza remore o opportunismi. Il No può vincere solo se andrà a votare la metà che oggi si astiene, se le masse impoverite dalla crisi e dalla austerità vedranno nel rigetto della controriforma un mezzo per provare a cambiare la loro condizione. Su questa impostazione tutt’e le forze della Piattaforma Eurostop intendono mobilitarsi e organizzarsi autonomamente, pure nel quadro del fronte comune del No.
Su questi temi e con questa impostazione il coordinamento ha individuato il seguente programma di lavoro e iniziativa:

– E’ necessario mantenere la continuità della lotta contro la guerra e non abbassare la guardia su questo fronte. In questo senso è stato deciso di tenere nel mese di febbraio un’assemblea nazionale che prosegua sulla strada intrapresa dalle mobilitazioni del 16 gennaio, la proposta, da verificare, è di tenerla a Milano tenendo però conto delle possibili precipitazioni belliche in tempi brevi sullo scenario libico.

– Vanno organizzate quanto prima le Assemblee Regionali decise il 21 Novembre a Roma sulla piattaforma di lotta, in quella occasione varata, e sulla necessità di dare vita a strutture stabili in più regioni possibili come condizione necessaria per la tenuta delle mobilitazioni nel tempo e per la crescita della Piattaforma.

– E’ in preparazione un convegno nazionale per approfondire l’analisi sulla costruzione e la natura della Unione Europea e per individuare le proposte che vanno nel senso del superamento e della rottura di questa costruzione antipopolare. Al convegno sono invitati economisti, organizzazioni sociali e politiche che ritengono utile tale confronto e si dovrebbe tenere tra il mese di Marzo e di Aprile.

– Si è ritenuto necessario, inoltre, continuare a lavorare sulla costruzione di una mobilitazione in più paesi dell’Europa riprendendo la proposta fatta alla Assemblea Nazionale a cui hanno partecipato organizzazioni e compagni della Spagna e della Grecia. La proposta della mobilitazione unitaria e contemporanea da fare nei prossimi mesi verrà fatta per primi proprio a questi due interlocutori.

– Sul referendum costituzionale che si terrà in autunno oltre ad aderire ai comitati in costruzione contro le proposte di controriforma si è deciso di tenere, per il mese di Maggio, una assemblea nazionale indetta dalla Piattaforma Sociale Eurostop in cui le forze che con più nettezza criticano la UE, l’EURO e la NATO esprimano autonomamente il proprio punto di vista con una campagna referendaria che colleghi le scelte istituzionali di Renzi alle direttive che stanno costruendo l’attuale dimensione reazionaria dell’Unione Europea.

– Infine si è aperta una riflessione sulla questione dei migranti in quanto fenomeno che inciderà profondamente sull’assetto economico, sociale e politico futuro del continente, tale riflessione andrà organizzata ed approfondita per definire un possibile intervento anche su questa questione strategica per gli equilibri del nostro e degli altri paesi europei.

27 Gennaio 2016

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