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“Indebolire e rompere l’Unione Europea è un dovere internazionalista”

di Sergio Cararo*

La giornata di discussione organizzata da Eurostop su “Rottura dell’Unione Europea e sovranità economica” più che un contributo alla campagna elettorale in corso è un confronto su cosa fare dopo le elezioni.

Su questi temi è stata raggiunta una sintesi nel programma di Potere al Popolo che non soddisfa tutti ma che al momento è stata l’unica sintesi possibile. Come tale quella raggiunta sarà la posizione comune nelle prossime settimane e ce la faremo bastare in nome di un percorso unitario.

Riteniamo che il vero problema non sia la condivisione di questa o quella posizione sull’Unione Europa ma il rapporto tra le argomentazioni e la realtà. E di solito la realtà è assai più convincente delle posizioni di ognuno.

Sappiamo tutti che subito dopo le elezioni ci sarà l’ipoteca della Commissione Europea sulle scelte economiche del nostro paese. Una volta finita la tregua elettorale sulle misure contenute nella legge di stabilità, chi governerà – prevedibilmente un governo di unità nazionale come in Germania e in Spagna – dovrà tenere conto ancora una volta dei diktat di Bruxelles. Inoltre incombe il Fiscal Compact, convertito in direttiva europea, che dovrà essere ratificato dal Parlamento. Infine, ma non certo per importanza, ci sono le nuove regole che il direttorio franco-tedesco intende imporre in materia di unione fiscale, unione bancaria e quadro istituzionale per attuarle.

Dunque con che cosa stiamo facendo i conti? Per farci capire, e spesso per capirci tra noi, ci limitiamo a parlare e denunciare i Trattati Europei, ma non del processo che i trattati hanno certificato e imposto in questi venticinque anni.

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Sabato 3 febbraio: confronto pubblico su “Rottura dell’Unione Europea e sovranità economica

Per sabato 3 febbraio a Roma, Eurostop/Potere al Popolo, ha organizzato una giornata di confronto e discussione pubblica insieme a tutte le componenti che hanno dato vista alla lista unitaria Potere al Popolo, affinchè il confronto rafforzi un processo convergente che ambisce a proseguire anche dopo la scadenza elettorale.

Eurostop ha deciso convintamente di essere dentro l’esperienza di Potere al Popolo, sia per favorire un confronto di merito su questi temi con le forze e alle persone impegnate contro le leggi antipopolari approvate in questi anni, sia per far crescere nei settori popolari e tra i lavoratori la coscienza che la rottura dell’Unione Europea è un passaggio necessario per ogni ipotesi di emancipazione collettiva sul piano politico, economico e sociale.

Le ultime notizie confermano, ad esempio,  che l’approvazione del  micidiale Fiscal Compact – un meccanismo automatico di riduzione del debito pubblico che prevede  anni di lacrime e sangue e tagli dolorosi – si appresta a diventare direttiva europea,  saltando tutta una serie di intralci. Per il nostro paese, un paese ad alto debito pubblico, è l’ennesima ipoteca imposta dall’Unione Europea.

Si conferma così come il “vincolo esterno” della Ue e dell’Eurozona, continuino ad espropriare il nostro – e gli altri paesi indebitati – di ogni possibilità di iniziativa sul piano economico/sociale  né per “mitigare”  né per bloccare i bulldozer dell’austerity.

Questa contraddizione sta diventando insostenibile materialmente ed evidente politicamente. Eppure in questa campagna elettorale  si accetta la totale subalternità a questi diktat dell’Unione Europea o si fa i finti tonti parlando d’altro o parlando come se questi vincoli non siano quelli che determinano l’intero quadro delle priorità economiche e sociali del paese. Su questo Pd, Forza Italia/Lega, M5S e LeU non presentano alcuna significativa differenza tra loro.

La giornata di discussione su “Rottura dell’Unione Europea e sovranità economica” si svolgerà sabato 3 febbraio, dalle 10.00 alle 16.00 presso il centro sociale Intifada (via Casalbruciato 15), in zona Tiburtina.

Eurostop con Potere al Popolo

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