Archivi tag: disarmo

Eurostop con Potere al Popolo

Per la rottura con l’Unione Europea. Il referendum sui Trattati Europei, il rispetto della Costituzione.

Per il controllo pubblico su economia, finanza e moneta.  Per la nazionalizzazione della Banca d’Italia, delle banche e delle aziende strategiche

Per l’uscita dalla Nato e il disarmo nucleare

Per l’abrograzione del Jobs Act e della Legge Fornero

Per l’aministia agli attivisti perseguiti nelle lotte sindacali, sociali, ambientali e l’abrogazione della Legge Minniti

La Piattaforma Eurostop sostiene e invita a votare Potere al Popolo

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NO ALLA SPEDIZIONE MILITARE-COLONIALE ITALIANA IN NIGER

Il governo italiano spedirà 120 soldati in Niger (diventeranno presto 470), altri 100 in Libia (ce ne sono già 700), 60 in Tunisia. Poi ce ne sono già circa 1000 in Libano. L’Italia sta riconvertendo la presenza delle missioni militari all’estero soprattutto nell’area mediterranea. Per fare fronte a questa revisione strategica, verranno ridimensionati i soldati impegnati in Afghanistan e Iraq.
In questo continuo riemergere dell’ambizione dell’Italia a ritagliarsi un ruolo di potenza, sia nei rapporti con il direttorio europeo franco-tedesco sia verso la nuova frontiera coloniale, a farne le spese sono stati lavoratori, disoccupati, pensionati sul “fronte interno” e saranno le popolazioni della sponda sud del Mediterraneo e dell’Africa, a pagarne i prezzi.
Nella discussione e consapevolezza pubblica sull’emergenza migranti dei mesi scorsi – oggi silenziata dalle conseguenze del pugno di ferro di Minniti sugli sbarchi – è stata debole e quasi inesistente ogni riflessione sul nuovo colonialismo europeo e di quello italiano al suo interno.
Eppure già l’aggressione alla Libia con la violenta defenestrazione di Gheddafi e Laurent Gagbo in Costa d’Avorio (nello stesso periodo del 2011), indicavano piuttosto chiaramente il processo di ri-colonizzazione che in particolare la Francia stava mettendo in campo, soprattutto nelle ex colonie dell’Africa francofona. A loro modo Gheddafi e Gbagbo si erano messi di traverso negli anni precedenti, cercando di dare vita ad una integrazione economica che puntava a sottrarre diversi stati africani all’egemonia neocoloniale francese.
Ma quanto sta accadendo riverbererà quasi immediatamente sullo scenario politico italiano.
La prossima settimana in Parlamento si vota sulla missione militare italiana in Niger. Il PD e la destra, incluso Salvini, voteranno a favore.
Il come voteranno M5S e Leu sarà uno spartiacque, definitivo. Per molti lo fu il voto sulla missione militare italiana in Afghanistan durante il governo Prodi nel febbraio del 2007.
Da lì è iniziata un’altra fase nelle relazioni e nella vita politica di questo paese.

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Camp Darby. Il 9 dicembre mobilitazione contro la guerra. Eurostop ci sta

La Piattaforma Eurostop di Pisa aderisce alla mobilitazione davanti Camp Darby del 9 dicembre, convocata dalla Rete Civica Livornese Contro La Nuova Normalità Della Guerra.
Uno dei NO costitutivi di Eurostop è il NO alla NATO, la criminale alleanza internazionale contro la pace e l’amicizia tra i popoli. Ma l’attuale governo, come quelli che l’hanno preceduto, non perde occasione per rimarcare la propria fedeltà al Patto Atlantico e alle follie dell’imperialismo statunitense. Il governo regionale di Rossi e la giunta comunale di Filippeschi sono complici con questo disegno, a dispetto di tutti i loro recenti tentativi di presentarsi come di “sinistra” quando non “rivoluzionari socialisti”.
L’ampliamento della base è un altro passo in direzione di nuovi giochi di guerra nel Mediterraneo, visto che Camp Darby è il deposito logistico degli eserciti USA e NATO di tutta l’area.
Vi è inoltre un filo rosso che collega il NO alla NATO con quello ad UE ed Euro, gli altri due punti fondamentali della Piattaforma Eurostop. Recentemente è stata approvato in sede UE un accordo di “Cooperazione strutturata permanente in materia di sicurezza e difesa” e la creazione di un fondo di 5 miliardi di euro finalizzato all’acquisto di armi e alla ricerca militare. Evidentemente per gli eserciti l’austerità non è prevista, anzi: dinanzi alla crisi del mondo unipolare dominato da USA e NATO, le élite europee rispondono con austerità e guerra.
Se non si mette in discussione la permanenza dell’Italia all’interno di NATO, Unione Europea ed euro, strutture che impediscono l’integrale applicazione della Costituzione democratica, antifascista e pacifista del ’48, non è possibile alcuna politica progressista.
Per questo il 9 saremo davanti Camp Darby, per ribadire il nostro NO a nuove guerre imperialiste, per la smilitarizzazione del territorio, per l’uscita dell’Italia dalle alleanze imperialiste e per una democratizzazione delle relazioni internazionali.
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

La Piattaforma Sociale Eurostop
eurostopisa@gmail.com

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