Plataforma salir del Euro; “Un PIANO B per non andare da nessuna parte”

Un PIANO B per non andare da nessuna parte.

Dopo l’incontro celebrato a Parigi il 23 e 24 gennaio scorsi, le persone e le forze politiche unite in quello che si conosce come il “Piano B per l’Europa” si sono trasferiti a Madrid il 19, 20 e 21 di febbraio. L’avvio di queste iniziative rivela innanzi tutto la situazione precaria nella quale si trovano l’Unione Europea e l’incerto progetto d’integrazione del continente.

Per quanto si cerchi di sorvolare sulla desolazione sociale esistente, sul fallimento dell’unione monetaria, sul caos politico all’interno dell’Europa, risulta impossibile non avvertire un malessere generale e non sentirsi in obbligo, per coloro che si sentono di sinistra, di dire qualcosa sul problema di fondo, le contraddizioni sulle quali si fonda l’attuale Unione.

Su ciò si fonda il cosiddetto Piano B, sorto dopo il disastro rappresentato dalla capitolazione del governo Tsipras nei confronti della Troika nel luglio dello scorso anno.

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Torino: Eurostop contesta iniziativa sull’esercito europeo

Ieri alcune attiviste e attivisti della piattaforma sociale Eurostop hanno effettuato un volantinaggio davanti a Palazzo Civico a Torino, dove si teneva un incontro pubblico intitolato “Difesa comune, esercito Europeo”. Tra i relatori, Alessandro Politi, direttore del NATO Defense College Foundation. La convocazione dell’incontro ribadiva “la necessità e la convenienza di giungere a una vera e profonda unione politica dell’Unione Europea – con il fine della creazione degli Stati Uniti d’Europa – che abbia una sola politica estera e una sola politica europea di difesa attraverso un esercito comune europeo”. Continua la lettura di Torino: Eurostop contesta iniziativa sull’esercito europeo

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Report e appello del 10 febbraio contro la guerra

Pubblichiamo il resoconto e l’appello a cui aderire per continuare la mobilitazione sulla guerra proposta come viene riportato nel testo.

 Per quanto riguarda direttamente la Piattaforma Sociale Eurostop sollecitiamo con forza l’organizzazione delle Assemblee Regionali per consolidare le strutture della piattaforma anche tenendo conto della “guerra economica” che si prospetta con questa nuova ondata di crisi finanziaria che vede di nuovo il nostro paese come uno di quelli al centro dell “attenzione” dei burocrati UE.
Infine stiamo lavorando sulla proposta di incontro europeo per la rottura della UE e le ipotesi di fuoriuscita che sono in campo che si potrebbe tenere nel mese di aprile. Appena verrà elaborata una proposta compiuta verrà portata alla discussione collettiva per le correzioni o le messe a punto eventuali da fare.

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Crescono, e non di poco, le spese militari nell’Unione Europea

di Alessandro Avvisato, da www.contropiano.org

Il biennio 2015-2016 sembra indicare un punto di svolta nelle spese militari dei paesi europei, pienamente investiti dall’arco di crisi che va dall’Ucraina alla Libia, passando per la Siria e che circonda l’Unione Europea.  La sottrazione delle spese militari e per la sicurezza dai vincoli del Patto di Stabilità previsto dai trattati europei, accompagna e rafforza dunque una tendenza in crescita ancora prima degli attentati dell’Isis a Parigi. “Non c’è più spazio per mediazioni di sorta o compromessi al ribasso” scrive nell’editoriale di ieri il direttore de Il Sole 24 Ore specificando che Difesa, politica estera e politica economica hanno bisogno di una guida europea unica, di principi solidaristici effettivi e di un disegno condiviso di sviluppo che riduca, non aumenti, le distanze all’interno del Vecchio Continente”.

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