La relazione introduttiva di Giorgio Cremaschi

Sono convinto che in un futuro, speriamo più vicino possibile, ci si chiederà con compassione ed incredulità come sia stato possibile che le decisioni fondamentali del nostro paese, e di molti altri, siano state sottoposte al vaglio ed al giudizio meticoloso di controllori esterni. Come sia stato possibile che un parlamento eletto, seppure con un sistema truffaldino, abbia accettato di rinunciare alla sua sovranità per delegarla ad autorità esterne non elette da nessuno. E soprattutto ci si chiederà come sia stato possibile che le decisioni sul lavoro, sulle pensioni, sulla sanità, sulla scuola, sul sistema produttivo, sulle stesse regole democratiche, siano state prese in funzione del giudizio su di esse da parte di sconosciuti burocrati installati e Bruxelles dalla finanza, dalle banche, dal potere economico multinazionale. Ci si chiederà come sia stato possibile che le generazioni precedenti abbiano rinunciato a decidere sugli aspetti fondamentali della propria vita sociale, economica e politica, accettando il potere quasi assoluto di una entità astratta chiamata Europa. Entità astratta dietro la quale si sono nascosti gli interessi concreti delle élites economiche, delle classi più ricche e delle caste politiche e burocratiche di tutti paesi del continente.

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Intervento sulla sovranità, di Dino Greco (Brescia)

Per mettere sui piedi ciò che cammina sulla testa e promuovere una discussione seria sul “cosa fare” al fine di combattere efficacemente l’iperliberismo europeo e le politiche di austerity, occorre che ci intendiamo su cosa è l’Europa, questa Europa.

Non come vorremmo che fosse in base ad un ideal-tipo. Ma cos’è la concreta costruzione europea, vale a dire la formazione economico-sociale capitalistica nella sua forma attuale.

Partiamo dal cuore del problema.

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Relazione su migrazione, di Valter Lorenzi (RdC)

“La gestione del flusso migratorio da parte dell’Unione Europea”

Nella mia breve comunicazione focalizzerò l’attenzione su alcuni elementi che evidenziano come, anche nella gestione dell’immane flusso migratorio indotto da precise politiche belliciste e di rapina contro i paesi dell’est e del sud del mondo, l’Unione Europea e i paesi dominanti che la compongono, cerchino di trarre il massimo profitto, in termini economici e di rafforzamento autoritario del processo costitutivo di un polo imperialista, in grado di competere con il colosso statunitense e le altre economie “emergenti” nell’area e a livello internazionale.

In questo conflitto il flusso migratorio è al contempo una risorsa e una contraddizione non solo di carattere economico, politico/sociale, militare, ma alla luce degli ultimi dati elettorali in Germania e Austria, anche di carattere istituzionale e di governabilità.

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Relazione questione meridionale, RdC

Lo sfondo da cui dobbiamo partire, per analizzare il rapporto tra questione meridionale e questione europea, è quello proprio della tradizione politica di ispirazione marxista imperniato sul concetto di sviluppo economico capitalistico fondato sulla crisi (e sulle soluzioni imperialistiche della crisi) e non sull’equilibrio. All’interno di questo sfondo si articola il concetto di sottosviluppo d’intere aree geoeconomiche più o meno correlato allo sviluppo capitalistico stesso. Questo sottosviluppo può essere un rapporto tra diversi modi di produzione, tra diverse fasi di uno stesso modo di produzione (in questo caso quello capitalistico) ma anche tra diversi livelli all’interno di una stessa fase.

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Conclusione convegno: Ital/EXIT rilancia la lotta all’Unione Europea.

Tutti gli interventi Ital/EXIT

E’ pianemente riuscito il Convegno “Ital/EXIT: una via per rompere la gabbia dell’Unioen Europea” organizzato a Napoli lo scorso sabato 21 maggio.

L’appuntamento – indetto dalla Piattaforma Sociale Eurostop – ha consentito il dipanarsi di un ricco ed articolato dibattito che ha prodotto sia un avanzamento dell’analisi strutturale dell’Unione Europea e sia l’enuclearsi di proposte e di campagne politiche per iniziare a costruire una alternativa a questa asfissiante costruzione antisociale, antidemocratica, autoritaria e militarista.

Il Convegno a Napoli si è reso necessario per concretizzare un momento di discussione e di socializzazione delle esperienze all’indomani della vicenda greca con il successivo cedimento del governo Tsipras alla Trojka, dell’esplosione dell’emergenza immigrati ed il suo riverbero nei diversi paesi dell’Unione e del lievitare dei fattori di guerra fuori e dentro lo spazio europeo.

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