Bombardata la Siria. Fermiamo l’escalation. Fuori l’Italia dalla guerra

Nella notte tra venerdi e sabato, le flotte statunitensi, francesi e britanniche hanno scatenato un bombardamento di missili sul territorio siriano. L’amministrazione statunitense fa sapere che l’escalation potrebbe continuare, anche se la dinamica sembra indicare un bombardamento circoscritto, più funzionale ai fini interni, che ad un intervento massiccio.

E’ però evidente che aver scelto comunque di bombardare la Siria dopo due settimane di propaganda di guerra sul presunto uso di armi chimiche, conferma la volontà di alzare la tensione e dare spazio alle opzioni guerrafondaie.

Il pericolo principale resta sempre quello dei fatti compiuti e del possibile incidente con le reazioni che può innescare.

Due appaiono le priorità:

  • Isolare e contrastare i governi guerrafondai
  • Impedire in ogni modo il coinvolgimento dell’Italia nella guerra e nelle avventure militari di Usa, Francia, Gran Bretagna

Sappiamo per certo che le basi militari Usa in Italia hanno avuto un compito strategico nei bombardamenti, in particolare la base di Sigonella e il Muos di Niscemi. Il governo decaduto di Gentiloni, supportato dal Quirinale, ancora una volta si è prostrato agli automatismi dei trattati militari segreti con gli Stati Uniti, anche oltre quelli imposti dalla Nato.

Diventa centrale mettere in campo una forte e popolare iniziativa contro la guerra che metta al centro anche la fuoriuscita definitiva dell’Italia dal sistema di guerra dei trattati militari con gli Usa e con la Nato.

Eurostop insieme a Potere al Popolo chiama alla mobilitazione contro la guerra, senza se e senza ma.

 

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